Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto ai ministri del suo partito, Likud, durante un incontro che Israele risponderà all’attacco iraniano del fine settimana, ma dovra’ farlo con saggezza e non di pancia. Lo riporta l’emittente pubblica israeliana Kan.
Netanyahu, secondo l’emittente, ha detto che l’Iran “deve aspettare nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l’attacco, proprio come ha
Kan riporta anche che Israele si è impegnato ad aggiornare gli Stati Uniti prima di qualsiasi attacco in modo da dare tempo alle truppe americane nella regione di prepararsi alla ritorsione iraniana. L’impegno è arrivato in seguito alla rabbia di Washington per il fatto che Israele non avesse dato un avvertimento adeguato prima di colpire il consolato iraniano a Damasco, uccidendo diversi generali dei Guardiani della Rivoluzione e facendo scattare appunto la rappresaglia della Repubblica islamica.
Il capo di stato maggiore dell’Idf, Herzi Halevi, in una dichiarazione dalla base aerea di Nevatim, ha detto che “l’Iran voleva danneggiare le capacità strategiche dello Stato di Israele – questo è qualcosa che non era mai successo prima. Eravamo preparati per l’operazione ‘Iron Shield’ – preparazione che ha portato l’Iran a incontrare anche la superiorità aerea”, ha detto Halevi, come riportano i media israeliano.
“Pensiamo che lo Stato di Israele sia molto forte e sappia affrontare l’Iran da solo, ma con una minaccia così numerosa e così lontana, siamo sempre felici di avere (gli Stati Uniti) con noi”, ha sottolineato Halevi. “Stiamo guardando avanti, stiamo valutando i nostri passi, e il lancio di così tanti missili, missili da crociera e droni nel territorio dello Stato di Israele riceverà una risposta”, ha ammonito il capo di Stato maggiore.
Teheran, pronti a risposta più potente
L’Iran non vuole un aumento della tensione nella regione del Medio Oriente, ma e’ pronto a un attacco immediato e più potente di quello effettuato la notte del 14 aprile, in caso di attacco israeliano, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian.
“L’Iran risponderà con azioni piu’ potenti di prima se Israele risponde (agli attacchi)”, ha detto il ministro secondo durante la sua conversazione con la controparte britannica, riportata dai media iraniani. Inoltre, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, ha sottolineato che Teheran non cerca di aumentare le tensioni nella regione.
“L’Iran ha agito basandosi sulla difesa della propria sicurezza e degli interessi nazionali, nonche’ tenendo conto dell’inerzia del Consiglio di Sicurezza dell’Onu riguardo all’uso della forza da parte di Israele contro l’ambasciata iraniana a Damasco, nonche’ dopo il comportamento irresponsabile di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia”, ha osservato come riporta l’agenzia Tasnim.
Se e come reagire all’attacco con droni e missili dall’Iran è “decisione che deve prendere Israele”, gli Stati Uniti non sono coinvolti, ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby, in un briefing. Alla domanda se il presidente Joe Biden avesse esortato Israele a mostrare moderazione dopo aver respinto con successo l’attacco dell’Iran, Kirby ha detto che il presidente “ha esortato il primo ministro a pensare a cio’ che questo significherebbe, per sè e per il resto della regione”.
“Quello di sabato notte è il primo attacco che l’Iran sferra direttamente contro lo stato di Israele”, ha spiegato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani alle commissioni riunite di Camera e Senato. Il ministro ha sottolineato che l’attacco “rischia di innescare nuove reazioni: lavoriamo per scongiurare una nuova escalation”.
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