L’esercito israeliano ha ritirato nella notte tutte le truppe di terra dal Sud della Striscia di Gaza, dopo quattro mesi consecutivi di combattimenti nell’area di Khan Younis. Si è ridotta notevolmente dunque la presenza dei militari nella Striscia. Per il momento, rimane a operare nell’area la Brigata Nahal, che tiene in sicurezza il ‘corridoio Netzarim’, la strada che divide la Striscia di Gaza.
Decine di migliaia di israeliani hanno protestato sabato sera contro il primo ministro Benjamin Netanyahu mentre la guerra di Israele contro Hamas a Gaza raggiunge i sei mesi. Gli organizzatori della manifestazione hanno affermato che “circa 100mila” persone si sono radunate in un incrocio di Tel Aviv ribattezzato “Piazza della Democrazia” dopo le contestazioni di massa contro le controverse riforme giudiziarie dello scorso anno. Cinque persone sono rimaste ferite, una delle quali gravemente.
Gridando “elezioni adesso”, i manifestanti hanno chiesto le dimissioni Netanyahu. Proteste anche in altre città, con il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid che ha preso parte a una manifestazione a Kfar Saba prima della sua partenza per i colloqui a Washington. “Non hanno imparato nulla, non sono cambiati”, ha detto aggiungendo che “finché non li manderemo a casa, non daranno a questo Paese la possibilità di andare avanti”.
I media israeliani hanno riferito che sono scoppiati scontri tra manifestanti e polizia nel raduno di Tel Aviv conclusi con un arresto. Successivamente si sono unite alla protesta anche le famiglie degli ostaggi prigionieri di Hamas a Gaza. Claudio Ricciardi
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