La Francia diventa oggi il primo Paese a inserire espressamente l’interruzione volontaria della gravidanza in Costituzione. Deputati e senatori riuniti in seduta solenne nella reggia di Versailles dovranno approvare con una maggioranza qualificata del 60% la proposta del governo di Emmanuel Macron per la “libertà garantita” di abortire. Mercoledì scorso era arrivato il via libera del Senato che di fatto garantisce l’approvazione della riforma. All’articolo 34 della Costituzione sarà inserita la frase “La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita per la donna di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza. “In un momento in cui i diritti della donna sono minacciati in tutto il mondo”, ha osservato il premier francese, Gabriel Attal, “la Francia si alza e si pone all’avanguardia del progresso”. Il testo e’ passato al Senato con 267 voti a favore e 50 contrari nonostante le resistenze di alcuni senatori di destra e di centro.
“Non c’è suspense, ma questo è un momento cruciale”, ha sintetizzato Yaël Braun-Pivet, presidente dell’Assemblea nazionale francese e prima donna a presiedere un Congresso, riferendosi a “un momento importante per le donne di tutto il mondo”. Si tratterà della “prima disposizione costituzionale così esplicita e ampia sull’argomento, non solo in Europa, ma nel mondo”, ha sottolineato Leah Hoctor del Center for Reproductive Rights, organizzazione americana che difende il diritto all’aborto. La riunione del Congresso conclude una lunga battaglia politica iniziata dalla sinistra, sostenuta dalle associazioni femministe e infine abbracciata dal governo dopo diverse iniziative parlamentari.
Sostenuta da oltre l’80% della popolazione francese secondo vari sondaggi, la costituzionalizzazione dell’aborto si è fatta gradualmente strada nel panorama politico. Anche la destra e l’estrema destra, storicamente contrarie o scettiche sulla formulazione scelta dal governo, hanno finito per votare a maggioranza a favore della riforma, nonostante alcune perplessità. Il voto del 28 febbraio da parte del Senato, dominato dalla destra e dal centro, che era stato a lungo visto come il principale ostacolo al progetto, è stato sorprendentemente ampio.
Abbiamo bisogno di sancire nella nostra Costituzione un elemento per proteggere meglio le donne, per garantire che nessuno tocchi l’abortoEric Dupond-Moretti (ministro della Giustizia)
L’aborto è stato legalizzato in Francia nel 1975, quattro anni dopo un appello shock in cui 343 donne, tra cui le attrici Jeanne Moreau e Catherine Deneuve e le scrittrici Simone de Beauvoir, Marguerite Duras e Françoise Sagan, rivelarono di aver scelto l’interruzione di gravidanza. Instancabile sostenitrice della costituzionalizzazione dell’aborto, Planned Parenthood ha accolto con favore il “messaggio di speranza” che il Congresso invierà “alle femministe di tutto il mondo”. “Perché in Francia e nel mondo intero il diritto all’aborto è ancora gravemente minacciato”, ha sottolineato l’organizzazione per i diritti delle donne, in particolare per quanto riguarda la sessualità e la contraccezione. Filippo Borsani
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