La crisi del Mar Rosso

Allego il link di uno studio collettivo che è stato di prodotto e dibattuto lo scorso mese di gennaio, nel momento più acuto della crisi e delle decisioni da prendere, ed è stato appena pubblicato al link precedente
Fa parte di un più completo lavoro di gruppo, del quale si darà comunicazione, che riguarda diversi aspetti della marittimità italiana e del necessario rinnovato impegno del nostro paese
La cultura e l’impegno sulla marittimità della nostra società sono fondamentali per il superamento di una crisi la cui portata non è ancora ben chiara all’opinione pubblica, e per questo è necessaria la massima diffusione di questo documento ma soprattutto il dibattito sulla materia.
Allego anche un breve sintesi stilata del gruppo di lavoro, quale richiamo per ulteriori approfondimenti e la consultazione del documento completo
Nella Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (17 febbraio 2024) si è trattato il tema della crisi in Mar Rosso sottolineando che questi attacchi violano il diritto internazionale, mettono a repentaglio la vita umana e minacciano i diritti e le libertà di navigazione.
Ancora una volta si è ribadito l’impegno di tutti paesi occidentali, ed in particolare dell’ Italia, a mantenere la libertà di navigazione e sorvolo così come altri diritti, libertà e usi del mare che siano legittimi a livello internazionale.
Non certo una novità visto che – pur in un quadro diverso – questa solenne dichiarazione era già contenuta nel paragrafo dedicato alla sicurezza marittima dai ministri degli Esteri del precedente G7 a guida italiana tenutasi nel 2017.
L’Italia è uno dei Paesi più esposti in questa crisi, che non è solo militare ma la conseguenza di una situazione esplosiva in tutta la regione MENA coltivata nel tempo ad opera dell’Iran e dei suoi alleati, diretti od occulti, in un momento in cui si profilavano nuovi rapporti con il mondo arabo; Il conflitto getta un’ombra sul quadro economico dei Paesi del Medio Oriente e Nord Africa (MENA).
Un analisi a tutto campo degli attori e dei settori, estesa a tutta l’area interessata, in un momento in cui si registrano poche prospettiva per una soluzione del conflitto in tempi brevi mentre cresce l’incertezza, tanto sul piano geopolitico quanto a livello economico, in un’area tradizionalmente caratterizzata da elevata instabilità e volatilità.
La comunità internazionale non può limitarsi ad osservare ma deve agire concretamente, in primo luogo nell’assicurare il sostegno ai Paesi della regione che avevano intrapreso un percorso di integrazione così come ai Paesi che esercitano il diritto di difendere le proprie navi dagli attacchi, in questo momento attraverso due operazioni marittime, quella Aspides dell’ Unione Europea e quella Prosperity Guardian, guidata dagli Stati Uniti insieme al Regno Unito,
Le operazioni militari “Prosperity Guardians” e “Eunavfor Aspides”, per quanto tra loro strettamente coordinate, riflettono differenti visioni dei due schieramenti, anche per via dei vincoli stabiliti dalla Politica di difesa e sicurezza comune (PSDC) della UE; unitario è tuttavia il concetto informatore volto a garantire il commercio libero e sicuro nella via di comunicazione marittima internazionale del Mar Rosso, lungo la direttrice Mediterraneo-Suez-Bab el Mandeb-Mar Arabico.
È necessario proteggere queste rotte cruciali, anche come principio globale e nel contesto di tensioni in altri scacchieri poiché la sicurezza marittima e i diritti e le libertà di navigazione sono fondamentali per garantire la libera circolazione di beni essenziali verso destinazioni e popolazioni in tutto il mondo. Giancarlo Poddighe

Lascia un commento