La mamma di Navalny per vie legali

Il tribunale della città di Salechard, in Russia, ha ricevuto una denuncia da parte di Lyudmila Navalnaya, la madre di Aleksei Navalny, nei confronti del Comitato investigativo della Federazione Russa per la mancata riconsegna del corpo di suo figlio, morto in un carcere di massima sicurezza venerdì scorso. Lo riferisce la Tass con riferimento al servizio stampa del tribunale. Il direttore della Fondazione anti-corruzione fondata da Navalny (Fbk), Ivan Zhdanov, ha riferito ieri che Lyudmila Navalnaya ha intentato una causa contro l’inazione del Comitato investigativo nel rilasciare la salma dell’oppositore. Il Comitato investigativo si rifiuta di consegnare il corpo, spiegando che sta conducendo un’indagine in relazione alla sua morte.
“E’ stata ricevuta una denuncia per azioni e decisioni illegali. L’udienza è prevista per il 4 marzo e sarà a porte chiuse”, ha affermato il tribunale. Il servizio penitenziario federale sostiene che Navalny è morto dopo essersi sentito male al termine dell’ora d’aria, il 16 febbraio. I collaboratori del politico credono che sia stato ucciso. La vedova, Yulia Navalnaya, ha detto che il corpo di Navalny non verra’ rilasciato perchè le autorità “stanno aspettando che scompaiano le tracce dell’ennesimo Novichok di Putin”. Ieri, la madre del politico ha registrato un appello al presidente russo Vladimir Putin, in cui chiede la consegna del corpo del figlio: “La soluzione del problema dipende solo da lei”, ha dichiarato la donna. Il progetto per i diritti umani “OVD-Info” ha invitato i russi a scrivere appelli al comitato investigativo chiedendo che il corpo di Navalny venga restituito alla sua famiglia: da stamattina 21 febbraio più di 73mila persone hanno aderito all’iniziativa.

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