MUGUGNO… era un diritto (costoso e pagato in moneta sonante) della marineria genovese, e non era considerato indisciplina. Il mugugno era sommesso, era accettato e serviva anche come indice di condotta ed efficienza, ma oggi sto passando dal mugugno all’ urlo (… di rabbia più che di dolore) … perseverare è diabolico … eppure da 63 anni sono abbonato alla Rivista Marittima anche come testimonianza, come dimostrazione, che le istituzioni vanno oltre le persone ed il momento … il 24 dicembre, con una delle sporadiche distribuzioni della posta ho ricevuto (strenna natalizia?) il NUMERO DI GIUGNO …. !!! Da fedele ed inveterato lettore che previlegia la carta stampata l’ho pure letto, dando priorità ad altre “cose” … ma pur continuando a perseverare quello che è tropo e troppo !!!
Due (LUNGHI) articoli mi hanno colpito.
Uno autocelebrativo e sconclusionato come sviluppo e citazioni che cerca ancora una volta di dimostrare che abbiamo in qualche modo vinto la guerra sul mare nel corso della 2^ GM mentre la perfida Albione si è dedicata a nasconderlo, a partire dal disdicevole Cunningham, lquesta volta dimostrando che la stessa perfida Albione continua a nascondere la sconfitta di Punta Stilo (che, incidentalmente – allora come oggi – è in acque italiane … dove una consistente squadra navale britannica operò liberamente ….)
Altro che, contraddicendo origini, storia e pubblicistica di almeno quarant’anni, fornisce una versione tutta personale delle portaerei spagnole e della loro evoluzione, con terminologia non solo lontana dalla tecnica e dal glossario dell’Allievo ma tipica del montanaro che vede per la prima volta il mare ed una nave, non ultimo saltando direttamente dalla Dedalo degli anni ‘20 alla Dedalo (ex Usa) degli anni ’70 …
Non solo la selezione degli argomenti, ma neppure la revisione dei testi …!!! … e non parlando di scivolate “politiche” non proprio felici, addirittura inopportune, di un recente passato.
Continuo a pensare che la Rivista Marittima debba (dovrebbe?) essere la voce soprattutto dottrinale della nostra Marina (più ancora che una vacua ed inutile ricorsa alla “scientificità della stessa), debba essere un mezzo di aggiornamento del personale in servizio, e non ultimo un canale di comunicazione con altre marine …. il tutto condito dalla CREDIBILITA’ !!!!
Pur nell’ errore delle perseveranza ad ogni costo non vorrei dover entrare in confessionale e riconoscere il mio peccato, di aver sbagliato, ed accodarmi ai colleghi che negli anni – in numero sempre maggiore – non hanno più rinnovato l’abbonamento… con 63 anni di abbonamento credo di potermi considerare anche piccolo azionista, con diritto di voce. Giancarlo Poddighe
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