Il regalo di Putin

E’ stato spostato, in gran segreto, in una colonia penale nell’Artico russo il leader dell’opposizione Alexei Navalny (condannato in estate a 19 anni di detenzione per “estremismo”) di cui si erano perse le tracce dopo il trasferimento dalla prigione vicino Mosca l’11 dicembre scorso. Lo ha riferito una portavoce del suo gruppo.

“Abbiamo trovato Alexei Navalny. Ora si trova nell’IK-3 nell’insediamento di Kharp nel distretto autonomo di Yamalo-Nenets. Il suo avvocato è andato a trovarlo oggi. Alexei sta bene”, ha riferito Kira Yarmysh.

La colonia penale a Kharp, “è il posto più isolato al mondo”. Lo ha sottolineato Leonid Volkov, tra i più stretti alleati dell’oppositore russo. “E’ quasi impossibile raggiungere questa colonia, è quasi impossibile persino inviare lettere lì”, ha commentato. La regione di Yamalo-Nenetsk, a quasi 2 mila km da Mosca, è nota per gli inverni lunghi e rigidi. La città è vicino a Vorkuta, le cui miniere di carbone erano tra le più dure nel sistema di gulag sovietici.

Due giorni fa il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken si era detto “profondamente preoccupato” per la sorte di Navalny. “Chiediamo ancora una volta il suo rilascio immediato e la fine della continua repressione delle voci indipendenti in Russia”.

E il 21 dicembre è circolata la notizia per cui il ministero dell’Interno russo aveva inserito nella lista dei ricercati la numero uno della Fondazione anticorruzione di Navalny, Maria Pevchikh, e il conduttore del canale YouTube ‘Politica popolare’ Dmitri Nizovtsev.

I due sono ricercati “ai sensi di un articolo del codice penale” ma di quale si tratti non è specificato. Nell’agosto 2022, si era saputo che erano stati aperti procedimenti penali contro otto collaboratori di Navalny, tra cui, appunto, Pevchikh e Nizovtsev, per “fake” sull’esercito russo.

Si presumeva che la ragione fossero le loro dichiarazioni durante le trasmissioni sul canale YouTube ‘Politica Popolare’. In particolare, era stato aperto un caso contro Pevchikh per una storia sul bombardamento russo di civili in Ucraina e contro Nizovtsev per parole sull’omicidio di civili ucraini da parte di soldati russi a Bucha.

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