La Borsa oggi

I mercati flettono ma si mantengono prudentemente ottimisti a inizio settimana, dopo il downgrade di Moody’s sulle prospettive del credito statunitense e in attesa dei dati di domani sull’inflazione a stelle e strisce. I titoli del Tesoro e il dollaro hanno mantenuto la calma e in Asia le Borse sono contrastate, mentre i future a Wall Street e quelli in Europa flettono, dopo il rally di venerdi’ scorso a New York. Il mercato ha prestato poca attenzione all’annuncio di Moody’s nella tarda serata di venerdi’ di aver abbassato l’outlook sul rating del credito americano da “stabile” a “negativo”. Piu’ in generale la settimana appena trascorsa e’ andata bene, a parte due inciampi: il ritorno di Jerome Powell a toni piu’ aggressivi, per stemperare l’eccessivo ottimismo dei mercati, che si aspettavano la fine delle strette monetarie e l’asta sui Treasury trentennali Usa, che ha interrotto il rally dei mercati, facendo risalire i rendimenti dei T-bond. Insomma, i mercati si sono ridimensionati, anche se l’hanno fatto solo per un giorno, visto che Wall Street ha chiuso l’ottava in rally, con il Nasdaq che e’ salito del 2,1% e l’S&P dell’1,6%. “Questo significa – spiega Vincenzo Bova, senior analist di Mps – che il sentiment resta ottimista e per correggerlo ci vuole un dato economico concreto, che riporti i mercati alla realta’, come potrebbe accadere la settimana prossima, se l’inflazione Usa dovesse restare alta”. Domani dunque riflettori puntati sull’inflazione Usa, prevista in rallentamento nella componente principale, dal 3,7% al 3,28%, mentre quella ‘core’, al netto dei beni energetici ed alimentari, dovrebbe restare stabile al 4,1%. “Il mercato e’ ancora forte – commenta Bova – ma il dato sull’inflazione Usa arriva a inizio settimana, e quindi potrebbe essere determinante per influenzare gli investitori. Se l’inflazione restera’ alta, assisteremo a una correzione negativa. In generale comunque i mercati hanno raggiunto dei livelli molto alti ed e’ difficile che salgano ancora. Se dovessero essere delusi l’azionario scendera’ parecchio, altrimenti potrebbe salire e poi tornare giu’, perche’ il mercato e’ tirato e tendera’ piu’ a scendere che a salire, a maggior ragione se l’inflazione Usa restera’ alta”. Oggi in Asia i rendimenti dei Treasury mantengono le posizioni, con il 10 anni al 4,6% e il 2 anni che resta poco sopra il 5%, mentre il biglietto verde scalpita ma non piu’ di tanto, con l’euro sotto 1,07 e lo yen che resta vulnerabile a 151,76, mentre i mercati sono in guardia per un possibile intervento di Tokyo. La moneta nipponica e’ sotto pressione per l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro Usa e per il rafforzamento del dollaro. (AGI)Rms/Dan (Segue) (AGI) – Milano, 13 nov. – In Asia la Borsa di Tokyo ha chiuso con il Nikkei di poco sotto la parita’, mentre in Giappone i prezzi alla produzione rallentano a +0,8 a ottobre, scendendo per la prima volta da piu’ di due anni e mezzo sotto all’1% annuale, segno che le pressioni sui costi che avevano fatto salire i prezzi per un’ampia gamma di prodotti cominciano a diminuire. Anche la Borsa di Seul in negativo, mentre Hong Kong sale e Shanghai e’ sulla parita’ dopo aver aperto bene. A Wall Street cedono i future, cosi’ come quelli sull’EuroStoxx, in attesa dei dati sull’inflazione Usa e alla vigilia del vertice Apec sulla Cooperazione economica Asia-Pacifico, che si terra’ a San Francisco, dove mercoledi’ s’incontreranno Joe Biden e Xi Jinping. In quell’occasione il presidente Usa chiedera’ al suo collega cinese di rilanciare le comunicazioni tra i due eserciti, chiuse l’anno scorso dopo che l’allora presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi aveva visitato Taiwan. Intanto in Asia riprendono scendere i prezzi del petrolio, con i future sul Wti sopra 76 dollari e quelli sul Brent sopra quota 80 dollari, dopo che venerdi’ scorso entrambi gli indici avevano guadagnato quasi il 2%, poiche’ l’Iraq ha espresso sostegno ai tagli al petrolio da parte dell’Opec+. Questa settimana i dati sull’inflazione saranno pubblicati mercoledi’ anche nel Regno Unito, dove e’ previsto un marcato rallentamento sia nella componente principale, sia in quella ‘core’, che dovrebbe supportare la pausa nel ciclo di rialzi della Boe. A tale proposito sara’ importante monitorare domani anche i dati sul mercato del lavoro britannico, soprattutto la componente salari, considerando la loro persistenza su livelli elevati. Tra gli altri dati macro, negli Usa segnaliamo, sempre domani, la fiducia delle piccole imprese e mercoledi’ le vendite al dettaglio, queste ultime utili per avere indicazioni sull’andamento dei consumi. Nell’Eurozona in programma domani l’indice Zew tedesco e la seconda lettura del Pil per l’intera area e venerdi’ il dato finale sull’inflazione di ottobre, che dovrebbe confermare il preliminare. – USA: ATTESA PER INFLAZIONE, OCCHI SU DATO ‘CORE’ E SU AGGIUSTAMENTO PREMI ASSICURATIVI Il dato clou questa settimana e’ quello sull’inflazione Usa, che uscira’ domani. “L’inflazione generale rallentera’ per effetto del calo del prezzo della benzina – dice Bova – Quindi da tenere d’occhio sara’ soprattutto il dato ‘core’, perche’ a ottobre c’e’ l’aggiustamento dei dati ‘medicare’ sui premi delle assicurazioni sanitarie”. La previsione degli analisti e’ che a ottobre ci sara’ un rallentamento della componente principale, dal 3,7% annuale al 3,28%, mentre l’inflazione ‘core’, al netto dei beni energetici ed alimentari, dovrebbe restare stabile al 4,1%. “L’anno scorso l’aggiustamento ‘medicare’ ha agito al ribasso sui prezzi al consumo e quest’anno potrebbe invece agire al rialzo, facendo salire la ‘core’ piu’ del previsto al 4,1%” spiega Bova. “E poi c’e’ da tener conto che anche i prezzi delle auto usate – aggiunge – che erano scesi, nei prossimi due mesi dovrebbero riprendere a salire”.

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