Il sospetto attentatore della strage di ieri sera a Bruxelles, Abdesalem L., sarebbe morto a causa delle ferite riportate durante la sparatoria di questa mattina con le forze dell’ordine. Lo scrivono i quotidiani belgi Le Soir e La Libre.
Secondo fonti della polizia citate da La Libre altre due persone sarebbero al momento ricercate dalle forze dell’ordine.
Abdesalem L. aveva fatto domanda di asilo in Belgio nel 2019, nel 2020 la richiesta era stata rifiutata. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Vincent Van Quickenborne, nella conferenza stampa nella notte con il primo ministro Alexander De Croo.
“Il sospettato ha chiesto asilo nel nostro Paese nel 2019. Era noto per atti sospetti: tratta di esseri umani, soggiorno illegale e pericolo per la sicurezza dello Stato”, ha spiegato. “Nel 2016, informazioni non confermate trasmesse da un servizio di polizia straniero indicavano che l’uomo aveva un profilo radicalizzato e che voleva partire per una zona di conflitto per la jihad. Le informazioni sono state verificate ma non è stato possibile fare nulla: non vi era alcuna indicazione concreta di radicalizzazione”, ha aggiunto il ministro.
“Il presunto autore del reato ha avviato una procedura di asilo nel nostro Paese nel novembre 2019. Ha ricevuto una decisione negativa nell’ottobre 2020 ed è scomparso dai radar poco dopo”, ha precisato la ministra per l’Asilo, Nicole De Moor.
“È stato ufficialmente cancellato dall’anagrafe nazionale del comune il 12 febbraio 2021 e pertanto non è stato possibile localizzarlo per organizzare il suo rientro. Non ha mai soggiornato in un centro di accoglienza Fedasil (l’Agenzia federale di accoglienza). Non è mai stato presentato dalla polizia, dopo un’intercettazione, all’Ufficio stranieri per consentire il suo rientro. Per questo motivo, l’ordine di lasciare il Paese, redatto nel marzo 2021, non ha mai potuto essere emesso”, ha precisato ancora De Moor.
“All’inizio di quest’anno, avrebbe minacciato un occupante di un centro di asilo a Kempen tramite i social media. Questa persona lo ha denunciato, aggiungendo che l’interessato era stato condannato per terrorismo in Tunisia”, ha continuato Van Quickenborne.
“Questa presunta condanna per terrorismo ha spinto, questa domenica, 15 ottobre, la polizia giudiziaria federale di Anversa a convocare una riunione prevista per martedì 17 ottobre. Nel frattempo i nostri servizi hanno appreso che non è stato condannato per terrorismo in Tunisia ma per reati comuni. Non si trattava di una minaccia concreta o imminente”, ha precisato”, ha concluso.
L’assassino, hanno spiegato le autorità, “ha seguito dei tifosi svedesi che sono saliti su un taxi. Ha sparato ai tifosi mentre scendevano dal taxi, arrivando addirittura a inseguirli nell’atrio di un edificio”. Il magistrato ha aggiunto che “un cittadino svedese e un altro che potrebbe avere anche la doppia nazionalità svizzera poiché gli è stato trovato addosso un documento d’identità rossocrociato, hanno perso la vita. Una terza persona è gravemente ferita ed è ricoverata in ospedale, anche lei di nazionalità svedese”
Testimoni citati da Le Soir riferiscono di aver visto fuggire in scooter un uomo armato con giubbotto arancione. I 35.000 tifosi rimasti allo stadio Re Baldovino di Bruxelles sono stati evacuati solo a partire dalla mezzanotte tra lunedì e martedì, dopo un’ora e mezza di attesa dalla sospensione, per verificare che la situazione fosse sicura. La televisione belga ha mostrato in diretta i tifosi belgi che lasciano gli spalti apparentemente calmi e camminano per lo stadio mentre tornano a casa, e poi gli svedesi accompagnati dagli agenti di polizia.
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