Ieri, nella ricorrenza esatta della data in cui maturarono gli eventi dell’8 settembre e dell’affiondamento della RN Roma, abbiamo registrato un programma MMI/ANMI che ricorda gli uomini e non il fatto nè i mezzi
Il filmato sarà prontamente disponibile sul sito MM/ANMI e trasmetteremo il link per vederlo o scaricarlo appena disponibile.
La nostra generazione ha un debito diretto di riconoscenza con i superstiti della Roma, soprattutto con quelli che continuarono il servizio, in uniforme o meno, ci formarono, ci trasmisero valori etici, furono esempio.
Se oggi abbiamo una Marina, se abbiamo una Marina che conta, lo dobbiamo a loro, a quelli che partirono dal disastro, dal nulla, dal buio.
Le ricorrenze riguardano i fatti e ci si è sempre soffermati su questi e sui particolari, da poco abbiamo imparato a soffermarci sugli uomini, a comprenderne i valori
Della Roma hanno sempre parlato quelli che non c’erano: io ho avuto la fortuna di essere stato vicino a due protagonisti, uno superstite – l’ammiraglio Casini, nostro comandante – l’altro tra quelli che resero possibile la partenza e la salvezza delle navi, l’Ingegnere Potenza, ufficiale del Genio navale, che dovette sfuggire, dopo aver curato la partenza della divisione incrociatori da Genova alla cattura da parte tedesca e tornò a Sud, per poi avere un ruolo importante nella ricostruzione: non recriminavano, non volevano mitizzare i fatti di cui erano stati vittime e protagonisti, e non ne parlarono se non dopo decenni di vicinanza che permisero maggiore confidenza, ma ci trasmisero la “sostanza”
Quella sostanza che è stata per loro ragione di vita, per noi eredità che dobbiamo valorizzare e trasmettere. GIAN CARLO PODDIGHE
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