«Non utilizzate le farneticazioni personali di un generale in servizio per polemizzare con la Difesa e le forze armate. Il generale Vannacci ha espresso opinioni che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione. Per questo sarà avviato dalla Difesa l’esame disciplinare previsto». Lo scrive su Twitter il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo che fin dal mattino sono rimbalzati sui social stralci del libro di Roberto Vannacci, ex generale della Folgore e oggi a capo dell’Istituto Geografico Militare, in cui si leggono considerazioni su quella che viene definita “dittatura delle minoranze”: «Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione!», uno dei passaggi più citati e criticati. Ma non l’unico, del resto il libro, autoprodotto, svettato in testa ai best seller di Amazon e acquistabile con il Bonus Cultura e con il Bonus Carta del Docente, fin dal titolo, “Il mondo al contrario” si pone in modo provocatorio passando in rassegna quelle che a suo avviso sono i mali della società: «Le città si trasformano in luoghi per single ricchi e alternativi mentre lavoratrici, lavoratrici e famiglie sono costrette ad abbandonarle; quando definirsi padre o madre diventa discriminatorio, scomodo ed esclusivo perché cozza con chi non è padre o madre; quando si loda a gran voce l’adozione di diritti sempre più disparati senza prevedere una altrettanto fitta schiera di doveri; quando non sai più come chiamare una persona di colore perché ogni aggettivo riferito al colore molto evidente ed evidente della sua pelle è considerato un’offesa. Molti chiamano questa condizione Civiltà e Progresso. Ecco, questo libro è dedicato a tutti gli altri!». Lega poi in senso razzista la cittadinanza al colore della pelle: «Paola Egonu è italiana di cittadinanza, ma è evidente che i suoi tratti somatici non rappresenta l’italianità». «La normalità è l’eterosessualità – si legge ancora-. Se a voi tutto sembra normale, invece, è colpa delle trame della lobby gay internazionali». Parlando della legittima difesa il generale non usa mezzi termini. Se un ladro entra in casa «perché non dovrei essere autorizzato a sparargli, a trafiggerlo con un qualsiasi oggetto mi passi tra le mani», «se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce, ammazzandolo, perché dovrei rischiare di essere condannato?». Attacchi poi a chiunque, femministe comprese, possa rappresentare un attentato al concetto di «famiglia», scritta con la “f” maiuscola. Passaggi ripresi da alcuni quotidiani e che destano indignazione non solo fra gli utenti del web. ma anche fra i parlamentari, come Arturo Scotto e Piero Fassino del Pd e Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Bonelli di Avs che ne chiede la radiazione.
L’Esercito ha preso ufficialmente le distanze dal libro. «In merito alla notizia pubblicata oggi su alcuni organi di stampa, relativa al contenuto del libro autoprodotto dal Generale di Divisione Roberto Vannacci – si legge in una nota dello Stato Maggiore dell’Esercito – la Forza Armata prende le distanze dalle considerazioni del tutto personali (come precisato nel testo) espresse dall’Ufficiale». Nella nota viene inoltre precisato che «l’Esercito non era a conoscenza dei contenuti espressi in esso e che gli stessi non erano mai stati sottoposti ad alcuna autorizzazione e valutazione da parte dei vertici militari. In tal senso – conclude la nota – l’Esercito si riserva l’adozione di ogni eventuale provvedimento utile a tutelare la propria immagine». Vannacci è un militare di lungo corso e esperienza sul campo nei principali teatri che hanno visto impegnate le nostre forze armate.
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