L’imponente sforzo di ricerca e salvataggio del sommergibile Titan, diretto al relitto del Titanic più di 4 giorni fa, è entrato nella sua fase più critica. Per il ritrovamento del mezzo, e dei 5 membri dell’equipaggio, resta una sola notte a disposizione prima che le scorte di ossigeno, secondo le stime, si esauriscano.
Sebbene i funzionari della Guardia Costiera americana abbiano ribadito di essere “fiduciosi”, sottolineando il continuo coinvolgimento di risorse ed esperti all’operazione, la sfida di localizzare e recuperare il sommergibile appare sempre più ardua e difficile.
Nonostante molte speranze siano riposte ancora nei sonar capaci di captare indizi sonori a grandi profondità. “A volte ci si trova nella posizione di dover prendere una decisione difficile. Non siamo ancora a quel punto”, ha dichiarato il capitano Jamie Frederick, aggiungendo che la missione di ricerca e salvataggio rimane attiva “al 100%”.
A bordo del sommergibile scomparso nell’Atlantico settentrionale ci sono anche Shahzada e Suleman Dawood, padre e figlio, membri di una delle famiglie più ricche del Pakistan, nota in particolare per il suo lavoro filantropico a favore dei giovani svantaggiati del Paese.
Shahzada Dawood, 48 anni, e suo figlio Suleman, 19 anni, hanno pagato mezzo milione di dollari per partecipare a un’esplorazione unica del relitto del Titanic. Una spesa che potevano permettersi visto che appartengono all’impero Dawood, uno dei più antichi e prosperi dell’intero Pakistan. Secondo i media locali, il patriarca Hussain Dawood, padre di Shahzada, è ancora oggi uno degli uomini più ricchi del Paese.
Dopo la nascita del Pakistan nel 1947, i Dawood hanno fornito fondi e risorse al governo e hanno avuto un ruolo importante nella prima ondata di industrializzazione del Paese. Secondo l’economista e uomo d’affari Karachi Aqeel Karim Dhedhi, i Dawood “hanno avviato grandi progetti industriali, dando cosi’ lavoro a migliaia di persone nel Paese allora nascente”, ha dichiarato all’AFP.
Dhedhi descrive la famiglia come “uno dei più grandi gruppi familiari filantropici del Pakistan”, cosa di cui “non si vantano pubblicamente”. Il conglomerato di interessi e investimenti della famiglia Dawood comprende soprattutto l’azienda Engro, di cui Shahzada è vicepresidente. Specializzata in fertilizzanti, ha investito anche nei settori dell’energia, dell’agricoltura, della petrolchimica e delle telecomunicazioni e ha registrato un fatturato di 350 miliardi di rupie (1,2 miliardi di dollari) nel 2022.
Formatosi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, Shahzada viveva attualmente in territorio britannico con la moglie Christine, il figlio Suleman e la figlia Alina. Un comunicato della famiglia lo descrive come un “padre amorevole” con un forte interesse per “la fotografia, in particolare quella naturalistica, e l’esplorazione di diversi habitat naturali”. Gli piaceva anche “imparare cose nuove” e il suo interesse per l’esplorazione si estende anche allo spazio. È infatti membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto californiano SETI per lo studio dell’intelligenza extraterrestre.
Ma la famiglia Dawood è probabilmente più conosciuta per il suo lavoro filantropico che ha permesso ai giovani provenienti da ambienti svantaggiati di ricevere un’istruzione di alto livello e una preparazione adeguata per accedere al mondo dell’imprenditoria. Dagli anni Sessanta, la Fondazione Dawood si è adoperata per creare scuole di formazione in tutto il Pakistan, in particolare per soddisfare la continua domanda di ingegneri ed esperti di tecnologia.
Shahzada Dawood fa anche parte del consiglio di amministrazione del Prince’s Trust, nel Regno Unito, un ente di beneficenza che aiuta i giovani a trovare lavoro, a formarsi e a specializzarsi.
Non mancano però anche le ombre. Shahzada e suo padre Hussain sono stati entrambi citati nel 2016 nello scandalo dei “Panama Papers”, ovvero nella divulgazione alla stampa di oltre 11,5 milioni di documenti finanziari e legali che rivelano i conti segreti offshore detenuti da celebrita’ del mondo dello sport, degli affari e della politica. Entrambi sarebbero stati titolari di conti nelle Isole Vergini britanniche tra il 2005 e il 2009.
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