Ha ribadito la sua confessione negando però la premeditazione, Alessandro Impagnatiello, il barman che ha ucciso la sua fidanzata incinta di 7 mesi.
Lo ha confermato il suo avvocato Sebastiano Sartori, al termine dell’interrogatorio di convalida.
“L’unica forma di pentimento che lui ritiene abbia un senso in questo momento è quella eventualmente di togliersi la vita”, avrebbe inoltre affermato l’omicida secondo quanto riferito dal suo avvocato. Non solo, ma il barman ha inoltre fatto sapere di aver fatto “tutto da solo”, senza quindi l’aiuto di complici.
Si arricchisce quindi di particolari l’agghiacciante fatto di cronaca che vede vittima Giulia Tramontano, la 29enne incinta al settimo mese, il cui cadavere è stato ritrovato dopo cinque giorni dalla sua scomparsa. Secondo un primo esame l’ha prima accoltellata, uccidendola, e dopo ha cercato di bruciare invano il suo cadavere. Per disfarsi della donna, il 30enne ha avvolto il corpo con sacchi di plastica e alcuni teli che aveva in casa.
Dall’appartamento lo ha trascinato passando anche sulle scale della palazzina fino alla sua macchina. In seguito ha abbandonato il corpo in un’intercapedine di un box di una palazzina in via Monte Rosa, a circa mezzo chilometro da casa.
“Noi saremo sempre quel fiore appoggiato alla tua spalla. Vi sorreggeremo entrambi, saremo come nuvole e guarderemo sempre in alto. Io vorrei urlarlo al mondo come mi sento, ma le parole mi muoiono in gola”. Inizia cosi’ il drammatico addio di Chiara Tramontano, sorella di Giulia, la donna 29enne uccisa nel Milanese mentre era incinta al settimo mese, affidato a un post su Instagram.
“Perché – scrive Chiara – io sono morta lentamente in questi cinque giorni. Noi siamo morti. Perché tu non sia mai sola. Siamo venuti con te, per poterlo cullare, abbracciare, toccare. Perché volevo essere la zia più brava di sempre, se me lo avessero concesso. Noi avremmo voluto fare di più per portarti a casa. Ti prego… dimmi: è stato abbastanza? Tu ci hai sentito? Perché noi non sentiamo più nulla”. In un’altra storia la donna ha postato un’immagine della famiglia riunita, ringraziando tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche “dal profondo del cuore di una famiglia distrutta, di fratelli che non hanno avuto la possibilità di cullare il proprio nipote”.
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