Prove d’intesa fra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron. Al vertice del Consiglio d’Europa in una Reykjavik sotto la pioggia, la presidente del Consiglio e il presidente francese hanno apparentemente riallacciato un legame dopo le dure critiche rivolte all’Italia per la gestione dei migranti da parte del ministro dell’Interno transalpino, Gerald Darmanin. “Lavoreremo insieme”, ha assicurato l’inquilino dell’Eliseo arrivando al summit, “non possiamo lasciare l’Italia sola davanti al problema dei migranti”. Fra Meloni e Macron c’è un “clima di grande cordialità”, hanno sottolineato fonti italiane vicine alla premier.
Al vertice, dedicato in gran parte alla causa ucraina, Meloni è intervenuta dopo il discorso in collegamento video del presidente Volodymyr Zelensky e quello di Macron. “Il popolo ucraino non sta difendendo solo la sua patria ma i valori fondanti dell’identità europea: la libertà, la democrazia, la giustizia, l’uguaglianza tra gli uomini”, ha detto. “Noi – ha aggiunto – faremo la nostra parte per garantire un futuro di libertà, di integrità, di democrazia che merita. Il futuro europeo che merita.
“Per questo l’Italia ha immediatamente aderito all’accordo promosso dal Consiglio d’Europa per istituire il registro dei danni causati dalla guerra, perche’ non vi sia impunita’”. Poco prima, arrivando al summit, ai giornalisti Meloni ha evidenziato “l’unita’ dell’Europa nel suo complesso” nei confronti dell’Ucraina.
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