Si chiama KaralisBrick, si sviluppa su una superficie di 260 metri quadrati ed è il primo e unico ‘Museo del mattoncino’ presente in Sardegna, con circa 500 opere in esposizione, realizzate interamente con quasi 500 mila Lego.
La mostra permanente aperta a Cagliari, in viale Trento, è curata da Maurizio Lampis, fondatore e presidente dell’associazione culturale KaralisBrick, in collaborazione con il socio Gianluigi Cornaglia. Nel ‘Museo del mattoncino’ appassionati e visitatori possono trovare dieci temi differenti, tutti realizzati secondo la fantasia dei costruttori.
Acquario realizzato coi mattoncini nel nuovo museo di Cagliari
Il percorso si snoda tra ricostruzioni di alcuni monumenti e luoghi più o meno conosciuti della Sardegna, come la Torre dell’Elefante a Cagliari, la basilica di Saccargia a Codrongianos (Sassari), l’ex distilleria ‘Si ‘e Boi’ a Selargius (Cittaà metropolitana di Cagliari), il campanile della chiesa di San Ponziano di Carbonia (Sud Sardegna), l’imponente arco di Cala Goloritze’ a Baunei (Nuoro), il tempio di Antas a Fluminimaggiore (Carbonia-Iglesias) e la parrocchia di Sant’Efisio a Capoterra (Sud Sardegna).
Durante la visita ci s’imbatte anche in castelli e villaggi medioevali, vascelli e galeoni dei pirati, e in due settori dedicati a ‘Star Wars’ e al ‘Signore degli anelli’. A KaralisBrick c’è pure un laboratorio per bambini e bambine, con 20 postazioni, dove i pià piccoli possono giocare con migliaia di mattoncini e cimentarsi con le tecniche costruttive Lego.
Alcune delle 500 opere esposte nel Museo dei mattoncini a Cagliari
“Questa mostra”, sottolinea l’assessore comunale alle Attività produttive e Turismo, Alessandro Sorgia, “rappresenta l’ennesima occasione per promuovere al meglio Cagliari. Gli appassionati di Lego sono in tutto il mondo e contiamo che l’iniziativa possa essere un’attrazione anche per i turisti. I temi di questa mostra permanente variano a seconda dei periodi. Come amministrazione, l’auspicio è che, per incrementare le opere esposte, anche le scuole possano essere presto coinvolte nei laboratori didattici”.
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