A proposito di unità, dignità e senso patrio

Accuse alla Guardia Costiera e poi alla Marina stessa.
Clima incandescente che ho vissuto la settimana scorsa al centro di incontri che avrebbero invece al centro indirizzi e politiche economiche, ed i traffici nel mediterraneo che servono al nostro Paese.
Contro il modus vivendi di chi vive le circostanze come opportunità, invece che come oggetto di studio, occorre opporre la realtà, e difenderla, cercando di abbinarla alla verità (almeno quella che riteniamo tale).
Il dibattito si pone sempre in secondo piano rispetto ai fatti, ed in molti casi dovremmo ricordacene su questa chat .
Non si è ancora decantata la vicenda Cutro, molte accuse, abbia diffusione delle stesse , ma non lo stesso battage quando emergono le testimonianze dei sopravvissuti, dalle quali risulta evidente un collegamento tra il battello e la terra, quindi non solo scafisti ma facilitatori (o complici) sul nostro territorio che stranamente non vengono perseguiti … o quando avviene protetti in nome di … cosa? umanità, beneficienza, accoglienza…. o forse sfruttamento
Le attività SAR vengono spesso pubblicizzate sui social network dai facilitatori dell’immigrazione irregolare quale garanzia di maggiore sicurezza del viaggio verso l’Europa.
In tale contesto, le attività SAR, che siano fatte da ONG o indotte su mezzi statali, rappresenta un vantaggio logistico per le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico dei migranti, permettendo loro di adeguare il modus operandi in funzione della possibilità di ridurre la qualità delle imbarcazioni utilizzate, aumentando correlativamente i profitti illeciti, ma esponendo a più concreto rischio di naufragio le persone imbarcate.
Qualunque siano le induzioni, oggi con sospetti, non infondati, di guerra ibrida, la prossima stagione di sbarchi si preannuncia decisamente travagliata.
Manca totalmente il senso dell’interesse nazionale, se infatti a simili rischi si opporrà l’idealismo (o magari opportunismo mascherato da idealismo e buonismo) l’immigrazione sarà con tutta probabilità il tema centrale del dibattito politico, scaldando il clima estivo.
La volontà governativa è adottare decisioni radicali contro il fenomeno, invece che contro il barcone, additando pertanto i gruppi (speriamo non solo di scafisti) che giocano nell’ombra (ma anche nell’ombra di qualche palazzo o cupola, e per questo mai perseguiti) .
C’è speranza che stavolta si vada più in profondità ?
….. nulla è da dare per scontato, ma certamente l’immigrazione è un fenomeno che richiederebbe unità nazionale e non strumentalizzazione ideologica (e neppure religiosa) Gian Carlo Poddighe

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