Sono andate avanti per tutta la notte le ricerche delle vittime del naufragio avvenuto all’alba di ieri davanti alla costa crotonese. Ricerche coordinate dalla Capitaneria di porto di Crotone con l’ausilio del Reparto aeronavale della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco e che già questa mattina hanno portato al recupero di altri tre cadaveri che fanno salire la conta delle vittime a 62.
Ancora incerto il numero complessivo dei migranti che viaggiavano sul barcone, che secondo le testimonianze dei profughi si aggirerebbe sulle 200 persone. Potrebbero esserci pertanto ancora molti dispersi ad aggravare la tragedia.
Intanto saranno sentiti nelle prossime ore dagli inquirenti alcuni dei superstiti. E, oltre al presunto scafista di nazionalità turca già fermato ieri, altre due persone sono state fermate nelle scorse ore e la loro posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti. La procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimi oltre che per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, intende ricostruire le dinamiche della vicenda, a partire dal numero esatto di migranti a bordo dell’imbarcazione, delle modalità in cui è avvenuto il naufragio e soprattutto per accertare le responsabilità dei presunti scafisti che erano al governo del barcone partito quattro giorni fa da Izmir in Turchia.
A lanciare l’allarme alla polizia è stato un pescatore che transitava nella zona e ha notato l’imbarcazione già distrutta e i primi corpi galleggiare in acqua. Agli occhi dei soccorritori che man mano arrivavano sul posto – carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, capitaneria di porto, vigili del fuoco, personale del 118, croce rossa italiana, si è presentata una situazione apocalittica.
Man mano hanno iniziato a recuperare i cadaveri spinti dalla marea sulla battigia, prima una ventina, poi sempre di più fino ad arrivare, al momento, a 60 vittime, tra le quali ci sono 12 bambini e 33 donne, come rende noto la Prefettura di Crotone.
Le operazioni di recupero sono state rese difficili anche dalle condizioni proibitive del mare, tre corpi sono stati ritrovati sulla spiaggia di Belcastro, nel catanzarese, a qualche decina di chilometri dal luogo del naufragio.
Il barcone carico di migranti provenienti per lo più da Iran, Afghanistan, Siria era partito dal porto di Izmir, in Turchia. L’imbarcazione era stata avvistata nella serata di sabato a circa 40 miglia dalla costa crotonese da un velivolo Frontex in pattugliamento.
Scattato l’allarme in zona erano stati inviati una vedetta della sezione operativa navale di Crotone e un pattugliatore del gruppo aeronavale di Taranto. Le proibitive condizioni del mare hanno tuttavia impedito di raggiungere la zona e i mezzi sono dovuti rientra agli ormeggi. È stato quindi avviato il dispositivo di ricerca via terra e l’allarme è stato girato anche alle forze di polizia. Giunti sul luogo dello sbarco, tuttavia, non è stato possibile fare altro che constatare lo spiaggiamento del barcone ormai completamente distrutto.
Le salme delle vittime sono state trasferite al palazzetto dello sport di Crotone dove domenica pomeriggio è arrivato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi subito dopo la riunione in Prefettura con il coordinamento operativo dei soccorsi.
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