ll dibattito sull’energia

Per molti anni al centro del mio lavoro c’e stata la propulsione prima e poi le fonti energetiche, prima il nucleare e poi principalmente il gas, dal suo trasporto al suo utilizzo.

Mi sono imbattuto, e spesso confrontato, con esperti, alcuni sedicenti, altri veri, e mi sono imbattuto in personaggi bizzarri.

Per sopravvivere ho dovuto continuamente aggiornarmi, discutere, cercare di anticipare al cune tendenze;  ho trovato personaggi fuori dal coro, tali solo per magnificare il loro dissenso o per dare un prezzo alla loro posizione, poi mi sono imbattuto in un personaggio, che solo dopo tempo ho dovuto riconoscere come vero scienziato, scienziato per il metodo, scienziato per la capacità di condividere, semplicità nel divulgare.

Non sono sempre stato in linea con le tesi, con la veemenza ed il radicalismo delle sue battaglie, siamo entrati in contatto, abbiamo anche discusso (nel senso di fronti diversi) ma su molti temi ho dovuto riconoscere la fondatezza di tesi semplicissime, tanto semplici da essere rigettate dalla “grande scienza”, dalla categoria degli “esperti a gettone”, del politicamente corretto.

Il mio interlocutore è stato ed è un prolifico produttore di testi, di ogni tipo, dall’accademico (molto osteggiato, soprattutto in un paese che per suicidio preconcetti e disinformazione ha lasciato decidere chi non era in grado di decidere) : ho copiato uno dei suoi “brani”, una delle sue interpretazioni divulgative (una facilità di espressione che lo porta ad essere criticato ed osteggiato dalla grande scienza, che classifica le semplificazioni quali errori da matita rossa, contandoli uno per uno, ma la stessa grande scienza che nella maggior parte dei casi non riesce a confutare alcune delle grandi e semplici conclusioni).

Molti anni fa, in occasione di un enciclica del  papa, una enciclica che poteva essere evitata come tale, e non può certamente godere del dogma dell’infallibilità, scrisse, in fondo a nome di molti altri scienziati una sorta di lettera aperta.  Sembrava un gioco del momento, un tema di attualità.  Ha distanza di tempo, dieci anni non sono nulla per la scienza, le sue tesi appaiono difficilmente confutabili pur nell’isteria collettiva del momento, dei soprusi di un ambientalismo becero, e della speculazione sfrenata sulla transizione energetica e sulle rinnovabili (…a proposito, vera attualità, dove ha investito ingenti capitalizza mafia, con l’ esempio recente di Messina Denaro … poco sulle cuccioli, meno sulla droga, tutto sulle rinnovabili … una ragione del consenso in merito alle rinnovabili ci sarà anche per questa forma di opportunismo …?).

Nel trasmettervi quel “divertimento” ho volutamente omesso la copertina e di evidenziare il nome dell’autore, peraltro facilmente riconoscibile e riconducibile dal titolo, per evitare preclusioni e prevenzioni. Si possono condividere o meno le conclusioni, e le posizioni estreme dell’autore, ma non si può che rendere merito alla metodologia ed alla facilità di espressione e coinvolgimento anche sui temi e gli aspetti più ostici della fisica. della geografia e della geologia … se avessi avuto un professore cosi avrei bigiato scuola molto ma molto meno, e forse sarei diventato anch’io uno scienziato.

Buona lettura, e non + neppure necessario ricorrer alla figure agli schemi, che comunque ho accluso Gian Carlo Poddighe

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