Greta l’idealista

Da un po’ non si sentiva più parlare di Greta Thunberg, ma è riapparsa per le proteste contro le nuove centrali a carbone in Germania: dieci minuti di notorietà mentre i poliziotti – con molta delicatezza – la trasportavano via da una area vietata davanti a decine di telecamere.

Ma per una volta non parliamo solo delle proteste ecologiste di Greta, dei sui suoi presunti patrimoni e redditi, per quanto sia enormemente difficile verificare le notizie diffuse sul web, 

Certamente si muove con uno staff impressionante, come si è potuto constatare sia nella sua visita in Italia, sia nella sua incursione all’Onu o nell boccacce a Trump

Certamente come influencer si abbina bene a ai nostrani, dalla Ferragni all’inquilino di santa Marta quando parla a ruota libera dimenticando il ruolo che riveste,   sulla gratuità di tutti questi impegni e sulla devoluzione in beneficienza, fatta salva Santa Marta, si possono avere molti dubbi

Stando ai suoi fan Greta si impegna gratuitamente e dona in beneficenza i profitti legati alla sua immagine, mentre per la rivista People With Money, Greta guida invece la lista annuale delle “100 attiviste più pagate” (come pubblicato domenica 1 gennaio) grazie a sorprendenti guadagni di 82 milioni di dollari tra dicembre 2021 e dicembre 2022. 

Nel compilare questa lista ogni anno la rivista prende in considerazione fattori come le retribuzioni anticipate, la partecipazione agli utili, il supporto e il lavoro pubblicitario. L’attivista svedese avrebbe un patrimonio netto stimato di 245 milioni di dollari per gli intelligenti investimenti azionari dei suoi genitori, oltre a proprietà, diritti d’autore, accordi lucrativi di collaborazione con la linea di cosmetici “Cover Girl”.

Vero o falso?

 Verità oppure maldicenze per screditarne l’immagine? 

Si dovrebbe sperare che trattarsi di cifre esagerate, altrimenti verrebbe ulteriormente meno  la credibilità personale della pasionaria ecologista. 

Sta di fatto che queste somme vengono smentite dai suoi fan sostenendo che è tutta disinformazione a cura delle società che promuovono i combustibili fossili, mentre i denigratori sostengono che dietro a Greta ci sono anche e soprattutto gli interessi delle società “green” che ne hanno fatto una loro icona pagandola per questo.

Certamente intorno all’ecologismo ed alla transizione energetica si è scatenato un’enorme business, politicamente corretto, di portata ben superiore a quello dei2commercianti” di combustibili fossili … un business tanto redditizio, pulito ed inattaccabile da divenire persino il settore di maggior intervento e riciclaggio, compresa la mafia come in questi giorni ha rivelato l’ arresto di Messina Denaro (… senza che nessuno, nessun organo di stampa abbia sottolineato il fatto ..)

Di sicuro Greta è intanto scesa in politica: offesa per la recente vittoria della destra in Svezia è intervenuta a sostegno di una manifestazione di protesta davanti al nuovo parlamento svedese e pubblicando sul web: “Non possiamo essere neutrali quando la politica mette in gioco la vita. Chi è al potere va sconfitto, i gruppi emarginati diventano capri espiatori. Resistere. Difendi l’antifascismo, l’antirazzismo e la giustizia climatica” 

Anche il clima è quindi ufficialmente diventato una questione antifascista, questo mi mancava.

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