Mostri da crociera

A Palermo brucia dal 14 gennaio il traghetto “SUPERBA”. In un articolo del Corriere Della Sera c’è una frase emblematica e raggelante… “Nonostante i vigili del fuoco e la Capitaneria siano al lavoro, incessantemente, da sabato 14 gennaio. Ora sono arrivati dei mezzi speciali e uomini da Genova per riuscire a spegnerlo.”

Un nave che brucia da dieci giorni, per fortuna in banchina, è inconcepibile e soprattutto inaccettabile. 

Si pongono interrogativi, si pone nuovamente il problema della formazione sulla sicurezza, della preparazione del personale navigante, preparazione che deve essere di sistema. La sicurezza in mare è legata alla professionalità della gente di mare, al suo grado non solo di formazione ma di addestramento alla preparazione reale nell’affrontare le emergenze.

Purtroppo sappiamo che, per come è oggi organizzata la vita lavorativa in mare, questo non è sempre possibile. Oggi si imbarca, il collega sbarca, e da subito chi è imbarcato dovrebbe conoscere le competenze che lo riguardano, che gli riserva il ruolo d’appello in caso di emergenza.

Per avere un equipaggio che sappia affrontare efficacemente e con tempestività le emergenze, pronto a intervenire, è necessario un minimo di conoscenza reciproca, è necessario che la persona che imbarca, il  team di cui diviene parte, siano essi ufficiali, sottufficiali o comuni, abbiano già fatto un periodo di addestramento pratico insieme e sull’unità dove si prende servizio o su navi gemelle. con sistemi e procedure similari.

In caso contrario occorre una transizione guidata si assiste spesso a cambi di equipaggio con soggetti  al primo imbarco, in assoluto o su quel tipo di nave, non preventivamente o sufficientemente addestrati e che nella pratica non dominano l’ambiente, disconoscono  l’ubicazione, l’efficienza ed  il funzionamento dei sistemi di sicurezza, la loro funzione.

Lo abbiamo constatato troppe volte negli ultimi anni, soprattutto in quelle navi”trafficate” che sono i traghetti:  è il caso di incendio, abbandono nave, uomo in mare. Già visto, troppe volte:  l’emergenza può venire in banchina, ma purtroppo avvenire in mare lo stesso giorno dell’imbarco, lo stesso momento della partenza. Per questo preferisco andare, ogni qual volta possibile, in aereo. Il traghetto è spesso una necessità, ed abbiamo trascurato il caso assurdo di quello che di Ponza che ha comunque preso il mare in condizioni impossibili, ma IMBARCARSI SU UNO DEI MOSTRI DA CROCIERA è irresponsabile, E’ UN SUICIDIO neppure assistito. Gian Carlo Poddighe

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