Proteste antiturche nella capitale svedese. Il leader del partito Stram Kurs di estrema destra, Rasmus Paludan, ha bruciato il Corano dinanzi l’ambasciata turca a Stoccolma oggi pomeriggio. Forte l’irritazione di Ankara che ha annullato la visita del ministro della Difesa, Pal Jonson, fissata per venerdì.
“Nonostante tutti gli avvertimenti arrivati dal nostro Paese – ha affermato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu – oggi il nostro libro sacro, il Corano, è stato attaccato in maniera volgare. Un attacco che condanniamo con la più assoluta fermezza. Si fa passare sotto il nome di libertà di espressione una manifestazione apertamente provocatoria e razzista, che prende di mira l’Islam e i nostri valori. Siamo dinanzi a un crimine d’odio che mostra ancora uno volta il clima di islamofobia raggiunto in Europa”.
La visita del ministro svedese puntava a superare le obiezioni della Turchia alla candidatura del Paese scandinavo ad aderire alla Nato. La Turchia blocca da maggio le candidature di Svezia e Finlandia, perchè furente per il fatto che nei due Paesi abbiano trovato rifugio molti uomini del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che il governo di Ankara considera terroristi curdi.
Adesso a scatenare la rabbia di Ankara è stato il fatto che sia stata autorizzata per oggi pomeriggio a Stoccolma una protesta, dinanzi all’ambasciata turca, organizzata da un politico di estrema destra.
Rasmus Paludan è un politico e avvocato danese, fondatore e leader del partito di estrema destra Stram Kurs, che già l’anno scorso si è reso protagonista di svariati eventi pubblici antislamici durante i quali sono stati bruciati libri del Corano, il libro sacro dell’Islam. Anche per oggi ha promesso di “bruciare il Corano”.
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