Humanity disobbedisce… come prevedibile

Humanity1 disobbedisce. “Intorno alle 11,30 ci è stato chiesto di lasciare il porto di Catania con 35 sopravvissuti a bordo. Il capitano ha rifiutato questo ordine” dicono fonti della ong tedesca che gestisce la nave, “La legge marittima lo obbliga a portare in un luogo sicuro tutti coloro che sono stati salvati da un’emergenza in mare”.

“I superstiti hanno diritto a un accertamento di protezione individuale, che può avvenire solo a terra. Respingere le 35 persone a bordo di Humanity 1 in cerca di protezione dalle acque territoriali è una forma di respingimento collettivo e quindi illegale”. Sono 144 i migranti i migranti sbarcati dalla  nave e tra questi un neonato e i minori, a seguito delle ispezioni. La Protezione civile è presente durante le operazioni di individuazione dei soggetti fragili, donne e bambini migranti a bordo della nave della Ong Humanity. In banchina oltre al personale addetto all’ordine pubblico e delle forze dell’ordine, sono operativi i funzionari della Protezione civile del Comune di Catania e del Dipartimento regionale della Protezione Civile.

Tutti, insieme con i volontari della Croce Rossa italiana, al momento dello sbarco provvedono a distribuire loro acqua, caffé, pannolini e coperte. “Tè caldo, coperte anche delle ciabatte per molti migranti scalzi sono le prime cose che abbiamo dato loro perché stanotte a Catania è arrivato pure il freddo”, confermano le autorità. “Non sono io il capitano, non decido io, ma lasciare il porto di Catania se non dovessero sbarcare tutti i migranti che sono a bordo della nave sarebbe illegale, perché sono tutti profughi”. Queste le parole di Petra Krischok, portavoce di Sos Humanity. “I primi a sbarcare – ha confermato – sono stati minorenni e bambini piccoli accompagnati dalle madri. I controlli sono ancora in corso, ma Catania non ci è stato assegnato come porto sicuro”.

Non appena sono state tirate le cime dell’imbarcazione, sul natante sono saliti i medici dell’Usmaf, la sanità maritma per un’accurata ispezione che dovra’ individuare minori e soggetti fragili, destinati a mettere piede in Sicilia. La macchina organizzativa della Prefettura dovrà curare nei dettagli tutte le procedure agli immigrati che non resteranno sulla ong, a partire dal triage sanitario ed eventuali tamponi per rilevare casi di Covid.

Coloro che otterranno il lasciapassare per sbarcare, se maggiorenni, saranno destinati al palaSpedini, la cui struttura è già stata scelta in altre occasioni per l’accoglienza di immigrati. I minori invece saranno destinati a strutture per l’accoglienza dei minori che hanno stipulato convenzioni con la Prefettura. Poco distante dal molo in cui si trova la nave una trentina di attivisti sta protestando a gran voce, gridando lo slogan di “tutti liberi e tutte libere”.  

“È uno sbarco selettivo, manca la figura dei mediatori. Sono indignato, non si puo’ speculare sulla pelle di neonati, donne, bambini, persone sfinite dalla stanchezza, da traumi e sfinite dal freddo, da quello che sta succendo” ha detto ai cronisti, nel porto di Catania, il deputato Aboubakar Soumahoro (Alleanza Versi e Sinistra). “Non lo consentiremo”, aggiunge.

È arrivata al largo di Catania della Geo Barents di Medici senza frontiere con 572 migranti a bordo. Questa mattina – come già reso noto dalla ong – “le autorità italiane hanno chiesto alla Geo Barents di entrare in porto a Catania per valutare casi di vulnerabilità a bordo”. 

Al largo delle coste catanesi si trovano anche la Ocean Viking di Sos Mediterranee con 234 persone e la Rise Above con 95 a bordo. La situazione resta delicatissima anche per le incerte condizioni meteo.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, insieme ai colleghi di Interno e Difesaha firmato il divieto alla Geo Barents di sostare nelle acque territoriali nazionali oltre il termine necessario ad “assicurare le operazioni di soccorso e assistenza nei confronti delle persone che versino in condizioni emergenziali e in precarie condizioni di salute segnalate dalle competenti Autorità nazionali”.

“A tutte le persone che restano sulla imbarcazione sarà comunque assicurata l’assistenza occorrente per l’uscita dalle acque territoriali” riferiscono fonti vicine a Salvini. 

“Il carico residuale e lo sbarco selettivo. Linguaggio inaccettabile per scelte a Catania ancor più inaccettabili, contrarie ai principi di umanita’ e alle regole internazionali. #Humanity1”. Lo scrive su twitter il segretario del Pd, Enrico Letta.

“Il governo deve rispondere di una gestione inaccettabile. In queste ore a Catania non si stanno seguendo le regole internazionali e nazionali, si sta agendo con procedure che non hanno precedenti né giustificazione e che sono gravemente lesive dei diritti di persone che hanno la sola ‘colpa’ di essere scappate dall’inferno. Ed anche di chi le ha soccorse, nel pieno rispetto delle norme internazionali. La scelta del governo di distinguere arbitrariamente chi puo’ sbarcare e chi no appare anch’essa priva di ogni fondamento giuridico. Come inoltre hanno potuto verificare alcuni nostri colleghi saliti sulla nave, i ragazzi sulla nave si trovano in serio stato di sofferenza, in alcuni casi anche grave. Chiediamo quindi al ministro Piantedosi di venire in Aula alla Camera a riferire sulle scelte fatte per lo sbarco della Humanity 1 a Catania. Scelte che sembrano illegittime, in violazione del diritto internazionale e inaccettabili dal punto di vista umanitario”. Lo dichiara la capogruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani.

“Non si difetta di umanità ma c’è una presa di posizione da parte del governo nell’interesse del Paese. A me dispiace che le opposizioni strumentalizzino una norma legittima per parlare di mancanza di umanita’. Dobbiamo affermare la dignita’ del nostro Paese, il rispetto delle regole e il rispetto della dignita’ del nostro Paese”. Lo ha detto il viceministro della Giustizia, Francesco Poalo Sisto, a Sky Tg24, in merito a quanto sta accadendo a Catania dopo la decoisione di far sbarcare solo una parte dei migranti salvati in mare dalla Humanity.

‘E il rispetto della dignità delle persone?’ chiede la giornalista: “È sicuramente rispettata, ma il luogo di destinazione deve essere quello della bandiera della nave. C’è grande attenzione alla fragilità e ai bisogni, ma c’è differenza tra la sensibilità verso i bisogni e una regola stravolta a danno del nostro Paese. È il momento in cui si inizi a pensare che le regole si rispettano e tutti i Paesi europei si carichino il problema dell’immigrazione in modo equilibrato”, ha aggiunto Sisto. “L’Italia non può essere il punchball dell’immigrazione e su questo bisogna essere fermi: l’aria è cambiata e da oggi le regole si rispettano”.

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