Nello stesso momento in cui in Cina inizia un cruciale Congresso del Partito (16 ottobre) che contribuirà, forse, a chiarire un poco la way ahead cinese, si vuole offrire una visione generale, soprattutto marittima, di una regione che è ormai diventata di rilevanza globale, di precari equilibri, un’area geograficamente non vicinissima a noi ma determinate per il turo, non quello lontano, ma quello vicino, di estremo interesse geopolitico ma, soprattutto, economico:
Per l’Italia esiste la necessità di giocare un ruolo nell’area, insieme ai principali paesi europei e ai partners più leali, ma la nostra politica estera nella regione deve essere accompagnata e supportata da uno strumento militare complessivo adeguato e moderno, in modo da aumentare la nostra capacità di proiettare forze nel Mediterraneo allargato fino all’Indopacifico, essere presenti e fronteggiare efficacemente la minaccia, qualunque essa sia, con idonee regole di ingaggio (date dalla politica) per tutelare adeguatamente gli interessi nazional, anche attraverso un proiezione che non è prestigio ma è credibilità e potere contrattuale del “Sistema Paese”.
Ciò significa mettere quanto prima a disposizione della Marina Militare, come principale strumento di proiezione e presenza, gli strumenti adeguati, significa anche continuare a costruire unità di superficie sufficientemente grandi e in grado di navigare per lungo tempo in acque lontane dalla penisola, dotandole dei migliori sistemi.
Significa con questo condividere mezzi e logistica grazie alle esportazioni navali e la compartecipazione a programmi
Significa anche ripensare ad una Marina mercantile in grado di rappresentare il potere economico del Paese, significa ripensare, anche con il reshoring di alcune produzioni, ad una cantieristica in grado di soddisfare queste esigenze
La marittimità di un paese si pesa e si vede anche attraverso questo trinomio, Cantieristica, Volume dei Traffici, Sicurezza ovunque sui mari, la Marina è una sola
La Cina è determinante, ma non è (ancora?) il potere egemone né dell’area né globale, attraverso il nostro dibattito abbiamo visto come la Cina solcando le acque di tutti gli oceani si stia preparando a intrepretare un ruolo geopolitico sempre più determinante sulle scene mondiali, con tutte le implicazioni che ciò comporta, anche alla luce dei metodi che Pechino ha deciso di adottare per tutelare i propri interessi politici ed economici. Questi, infatti, non sono improntati al multilateralismo cooperativo ma prevalentemente all’imposizione della propria visione geopolitica (vedi il Mar Cinese Meridionale).
E ciò ne fa un partner cui è bene non legarsi troppo intimamente.
Vi invito a scaricare e leggere questo lavoro collettivo, di estrema attualità, anche per l’inizio del congresso del partito comunista cinese che dovrebbe incoronare Xi, e sancire le sue mire globali. Gian Carlo Poddighe
Quaderni strategici 4 La situazione nell’Indo Pacifico e possibili sviluppi futuri
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