Economia di guerra e futuro

 Siamo tornati ad una inflazione a due cifre, un ancora buon 10% che non è detto sia un massimo, le aziende sono in crisi per il caro materie prime, le borse a picco mentre il Dollaro USA si è rivalutato di oltre il 10% sull’Euro in pochi mesi, Euro che oggi vale meno anche  di un Franco Svizzero (cosa mai avvenuta).Incombono le sanzioni che – prima e forse più di Putin – colpiscono essenzialmente l’Europa visto che gran parte del mondo non le applica.Chi se non soprattutto l’Europa sta pagando diretta ed indirettamente non solo la guerra in Ucraina ma soprattutto l’espansionismo sovietico ampiamente sottovalutato se non addirittura ammiccato (Gemania) ?In questo quadro monetario il maxidebito USA detenuto dai risparmiatori esteri si è ridotto in pratica del 10% grazie alla rivalutazione del dollaroSignifica anche che gli stessi alleati (NOI) pagando contribuiscono a ridurre anche il debito americano.

In questo contesto, con le sue ambiguità ed il suo multiplo gioco la Cina )grande operatrice sul dollaro) ne esce avvantaggiata: dopo la lezione della dipendenza dal gas russo, occorre  anche riflettere sulle dipendenze e legami con la Cina, dovuti all’imprevidenza o connivenza di molti governanti europei (Germania con Merkel e Italia con Conte).

Non si può aspettare un altro drammatico risveglio da dipendenza che, abbracciando un ventaglio molto più ampio di quello energetico russo, metterebbe definitamente in ginocchio l’Europa;  la china, pilotata dell’ambientalismo ideologico ci spinge in questa direzione-

Occorre riportare in casa sviluppo e produzioni,  anche se sembrerebbero a costi più elevati, ma cosi si eviterebbe il suicidioo, neppure assistito

La de-globalizzazione è anche l’immediato antidoto sociale, non isolandosi ma ristabilendo confini, alleanze, collaborazioni ed in integrazioni nel quadro di una strategia win-win.Peccato che per questo servano governi autorevoli e stabiliNessuno sembra avere il coraggio di sollevare questi aspetti che dovrebbero farci riflettere sulla incomprensibile (?) pochezza europea, sugli egoismi nazionali e sul conformismo dell’informazione. Gian Carlo Poddighe 

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