… le grandi assenti sul palcoscenico delle decisioni.
La follia ambientalista, irrazionale, cieca e suicida, non si placa nemmeno nell’emergenza, e neppure da parte dei politici e molto meno degli amministratori locali, non si rispettano criteri non solo di logica, ma di solidarietà e integrazione nazionale.
Dopo aver voluto per anni una riqualificazione delle aree di Piombino simbolo ed oggetto non di investimenti ma di spese faraoniche, per una siderurgia cancellata dalla stupidità e per un centro di demolizioni navali che non è mai decollato, la soluzione del momento portava nuova occupazione e benessere stabile alla città oltre a contribuire – seppur con molto ritardo – alla soluzione del problema energetico nazionale.
Le concessioni alla demagogia sembrano far propendere ancora una volta verso la provvisorietà, piuttosto che per uno sviluppo ordinato e sostenibile, con un orizzonte occupazionale e di rilancio del area di alcuni decenni.
Se l’ambientalismo è la culla della demagogia, alla politica ed alla burocrazia sta mancando la cultura della decisione informata, basata sulla conoscenza.
Manca totalmente la CONOSCENZA, anche la più elementare, basata sulla corretta informazione, prima ancora della necessaria formazione.
Al riguardo e come esempio su un tema non solo attuale ma vitale per l’intero Paese, atterriscono le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nominato dal Governo commissario per il programma del rigassificatore: «Il mio ruolo non è convincere ma firmare autorizzazioni…»
Non è proprio questo il ruolo della politica e di chi pretende emergere in questo difficile settore? Non dovrebbe trattarsi di una missione? il compito del politico, diverso dai capipopolo, è la ricerca del consenso, che fa parte del servizio alla comunità ed in questo caso del servizio dello Stato, quale commissario.
Chi accetta una nomina a commissario da parte del governo non solo deve essere spinto da uno spirito costruttivo, ma deve essere partecipe convinto del progetto affidatogli, e velare perché le cose vadano fatte, presto e bene.
Un commissario non può essere un infiltrato che rema contro, che fa il conto di quanti rigassificatori ci sono nella sua regione rispetto ad altre: non si tratta di un percorso virtuoso, di accettare penalizzazioni, ma di un vantaggio comparativo rispetto ad altre, di una porta allo sviluppo ed al benessere: è questa la decisione informata, che deve portare al consenso attraverso la diffusione della conoscenza, quando le armi dei demagoghi sono superficialità, ignoranza e disinformazione.
Non intendo assolutamente fare politica, in senso di schieramento e propaganda, solo una critica alla preparazione di chi ricopre incarichi decisionali, non solo di una grande regione ma come commissario di portata nazionale, investito del benessere pubblico e della tutela dello stesso.
È irresponsabile (sola concessione autolesionista ai demagoghi o vera incapacità personale?) affermare in merito all’ approvazione del progetto (quale se esiste già una decisione governativa, che chiamato ad eseguire?) «…SÌ se sarà una cosa temporanea, di 3 anni al massimo, e se ci saranno le condizioni necessarie per usare il porto di Piombino che, ricordiamolo, sarebbe la prima località d’Italia ad avere una nave rigassificatrice in città. Ma Snam ha presentato una richiesta di permanenza di 25 anni: a questo io dico NO…».
Su quali basi tale NO preconcetto? Posizione irresponsabile ed illogica, in base alla quale anticipa senza istruttoria una soluzione, assurda e costosa, in merito all’ ipotesi che SNAM come qualsiasi investitore non possa accettare il limite dei 3 anni … «Significa che si aspetterà un altro anno e si farà una piattaforma off-shore lontano dalla città, come quella di Livorno…».
L’investitore in questo caso è lo Stato italiano, gli utenti – da non trasformare in vittime ed ostaggi di minoranze riottose e manipolate sono TUTTI i cittadini italiani, oggi vittime e pesantemente tributari di decisioni sbagliate a monte di quelle stesse minoranze che pretendono nuovamente di tenerci in ostaggio.
Spreco di opportunità e danno per tutta la nazione (un ulteriore anno con un’emergenza che ha traguardi di giorni…) e soprattutto danno erariale, caldeggiando ed approvando a priori un progetto enormemente più costoso, per realizzazione e gestione, veramente influente sull’ambiente marino, rischioso dal punto di vista meteo-marino e della condotta delle operazioni marittime.
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