Le operazioni di voto iniziano nel segno del caos a Palermo. Dopo le difficoltà di ieri, quando oltre 90 presidenti di seggio (circa uno su sei) hanno dato forfait all’ultimo istante provocando problemi a cascata nell’organizzazione del voto, stamattina circa 50 sezioni sono ancora rimaste chiuse. Secondo fonti del Comune i presidenti che si sono sottratti all’incarico senza giustificato motivo sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Di “situazione grave e inaccettabile” e di “democrazia a rischio” parlano fonti della Lega, che si appellano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per salvare le sorti del referendum: “È necessario allungare l’orario del voto”, dicono. “”Neanche alle elezioni condominiali c’è questo pressappochismo – attacca Matteo Salvini – questo è un furto di democrazia”. “A Palermo – scrive su Twitter Carlo Calenda – la situazione è allucinante. Tantissime persone tornano a casa senza aver potuto votare. È una cosa indegna di un paese civile”. E il candidato sindaco di centrodestra Roberto Lagalla chiede “un intervento deciso e immediato da parte del governo nazionale, affinché garantisca l’effettiva regolarità delle elezioni amministrative”. “Consiglio a tutti di andare a votare, se possibile, dopo pranzo”, dice invece Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco di +Europa e Azione. “Intervenga la procura”, chiede il sicilianista Ciro Lomonte. Chiedono un prolungamento del voto anche Totò Cuffaro e Sinistra civica ecologista. Situazioni di emergenza vengono segnalate alla scuola Gregorio Russo di via Tindari, a Borgo Nuovo, e in due sezioni su 4 della scuola Aristide Gabelli di via Palazzotto, alla Zisa. Qui, ad esempio, lo scrutatore Giuseppe Guglielmini è già al secondo giorno a vuoto: “Ieri – racconta – siamo arrivati qui alle 15,45 e abbiamo atteso fino all’1,45 di notte che fosse nominato il presidente perché il seggio si insediasse. Stamattina siamo tornati alle 6, ma ancora niente. La gente è fuori dai seggi e vuole votare”
Molti elettori, così, sono stati respinti. “Mai successo prima – scrive ad esempio su Facebook l’ex presidente dell’ordine degli Ingegneri Alessandro Calì, che vota in via Valverde, al centro storico – mi reco a votare e mi dicono ‘seggio non costituito, ritorni nel pomeriggio’”. Situazione analoga a Cruillas: “Nella nostra sezione – dice all’Ansa Marcella Gerbini, scrutatrice all’istituto Cruillas di via Salerno – manca ancora il presidente. Sono arrivati già diversi elettori che hanno chiesto di votare ma abbiamo spiegato loro che ci sono alcuni problemi e ci hanno risposto che ritorneranno più tardi, ma non è detto considerata la bella giornata e la partita”.
Antonio Le Donne – stiamo notificando le ultime nomine”. Scatta la corsa alla presidenza: il Comune sta nominando alcuni dei propri funzionari, ma si appella ai cittadini perché si facciano avanti: “Chi fosse interessato a ricoprire la carica di presidente di sezione elettorale – dice Alessandra Autore, responsabile dell’ufficio elettorale – può inviare una mail indicando nome, cognome, recapito telefonico e indirizzo a ufficiocoordinamentoelettorale@comune.palermo.it”. I requisiti sono il diploma di scuola superiore, il godimento dei diritti politici, non aver precedenti penali e non avere parenti candidati. Il compenso è di 280 euro per l’impegno fino alla fine delle operazioni di scrutinio. Non è l’unica situazione di emergenza. Ieri sera diverse sezioni segnalavano l’assenza di schede o il ritardo nelle operazioni preliminari: prima che inizi il voto, infatti, il presidente deve vidimare la scheda e firmarla. In diverse sezioni della città, ad esempio nella borgata marinara di Sferracavallo, si segnalano anche stamattina problemi su questo fronte. Già ieri sera i partiti hanno puntato il dito contro la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Una situazione grave e allarmante – diceva ieri Riccardo Magi di +Europa – Chiedo alla ministra Lamorgese di intervenire con la massima urgenza per ripristinare legalità e democrazia e garantire alle cittadine e ai cittadini di Palermo il diritto di voto”.
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