Il comune di Cardiff “cancella” Guglielmo Marconi? Pare molto probabile, visto che i piani di una scultura in suo onore al largo della capitale del Galles sono stati improvvisamente congelati. Motivo: il passato fascista del leggendario scienziato italiano, premio Nobel per la Fisica nel 1909 e considerato nel mondo il “padre della radio”.
Nato a Bologna nel 1874, a fine del XIX secolo Marconi si trasferì nel Regno Unito per continuare gli studi, allora poco finanziati in Italia. Lo studioso arrivò anche in Galles, dove, nel 1897, per la prima volta nel mondo trasmise messaggi radio in mare aperto. Nella circostanza, tra l’isola di Flat Holm, al largo della capitale Cardiff, e la località costiera gallese di Lavernock.
Per questo, era stata ideata in Galles una scultura per onorare Marconi, a forma di radio, con il suo nome cubitale scolpito sopra. Ora però, come scrive il “Telegraph”, “i piani sono destinati a essere abbandonati”. Difatti le autorità locali hanno congelato il progetto nell’area di Cardiff Bay Barrage, nell’ambito di una riqualificazione locale da 1,3 milioni di euro circa: “L’idea è ora sotto indagine”, comunica un portavoce del comune della capitale, “se questo posto è famoso per la prima radiocomunicazione in mare aperto, allo stesso tempo molti non sanno i rapporti di Marconi con il Partito fascista italiano e Mussolini”.
Ad allarmare, soprattutto i politici locali laburisti, è il “sostegno di Marconi al partito fascista”, cui lo scienziato si iscrisse nel 1923, e “all’invasione dell’Etiopia”. Sotto accusa anche la sua frase “rivendico l’onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d’Italia”. Del resto, lo stesso Duce nominò Marconi a capo dell’Accademia d’Italia (oggi dei Lincei) e dunque membro del Gran Consiglio fascista.
È vero che il rapporto tra Marconi e fascismo è stato sempre controverso e complesso. Ma c’è un’altra macchia sul passato del leggendario scienziato, secondo Cardiff. Ossia quelle “e” con il quale Marconi contrassegnò gli studiosi ebrei candidati a entrare nell’Accademia d’Italia. Una marcatura che presuppone un veto discriminatorio, e che risale al 1932, addirittura sei anni prima della legislazione antisemita in Italia, come rivelò circa due decenni fa la studiosa italiana Annalisa Capristo in “L’esclusione degli ebrei dall’Accademia d’Italia”. Un saggio che fece molto discutere anche oltremanica.
Per tutti questi motivi, la statua di Marconi a Cardiff molto probabilmente non si farà. Conclude il portavoce del comune: “Venuto a conoscenza di tutto questo, il team ha deciso un’indagine interna per assicurare che la storia dell’isola di Flat Holme sia celebrata in un modo che si sposi con i valori di tolleranza e accoglienza di Cardiff”.
Qualche volta il revisionismo porta risultati, ma attenzione, particolare non trascurabile: Marconi era cittadino inglese per nascita, suddito britannico convinto ed a tutti gli effetti, italiano solo per opportunismo… G.C. Poddighe
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