Parliamo di guerra sul campo, troppo e quindi come distrazione dai problemi nazionali più urgenti, ai rischi nostrani incombenti: non c’è solo la contrapposizione russo ucraina, ma esiste una guerra economica ed un contrasto profondo che ci riguarda molto più da vicino e coinvolge altri soggetti, oltre a quelli sul campo.
Anche se per formazione ed esperienza professionale non credo al complottismo e sono conscio delle necessità imprenditoriali, come tali quelle degli editori, non posso che indicare come si tratti di aspetti tenuti scrupolosamente sotto controllo dai media, o meglio da una notevole parte dei media, quelli apertamente o larvatamente contrari all’ atlantismo, e molto più attenti agli interessi mittleuropei consolidatisi negli ultimi decenni
Sui giornali occidentali, molto su quelli italiani, si va cianciando di coesione e quasi di ideali europei: nulla di più errato nella comunicazione, evitiamo fabbriche di illusioni: nessun ideale europeo, nessuna pulsione comunitaria, nessuna pulsione identitaria da parte tedesca, che infatti si è opposta all’ unica misura che poteva essere immediatamente efficace: il tetto ai prezzi dei combustibili.
Il campanello di allarme, quasi una chiamata in extremis quasi voce nel deserto, viene proprio da un tedesco, Wolfgang Münchau (con un suo chiaro articolo ancora sul Corriere della Sera di oggi): per il funzionamento del modello economico tedesco sono essenziali Russia e Cina ed i rapporti con loro prevalgono su qualsiasi altra considerazione, a dispetto delle (supposte) buone intenzioni di Sholtz.
La Russia è il fornitore di energia e materie prime, dalle quali dipende l’industria tedesca.
La Cina invece è il partner commerciale privilegiato, e destinazione degli investimenti tedeschi.
Con questo: game over, non possiamo contare sulla Germania per soluzioni comunitarie, nè possiamo contare sulla Germania in termini di solidarietà europea: vassalli si, soci no!
In questo momento, di rischi acuti, non ci rimane (anche turandosi il naso e chiudendo occhi e bocca) che l’abbraccio atlantico con gli USA, con altri rischi, ma non immediati e probabilmente più maneggiabili
Parliamo di guerra, di difesa della Democrazia, di tutela delle Libertà, di Ideali europei, di Coesione europea, tutte citazioni in maiuscole che adesso preluderebbero anche ad una Difesa Comune:
nulla di più errato…
La guerra russo ucraina ha soltanto messo a nudo e portato in evidenza la deviazione della matrice mercantilista che ha sostituito l’antico spirito europeista
Non più valori comuni, ma concentrazioni di interessi, e qui dobbiamo decidere sulla svolta….
Gian Carlo Poddighe
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