Ultimato il ritiro delle forze russe dalle aree intorno a Kiev e Chernihiv per “riconsolidarsi e riorganizzarsi in Bielorussia e in Russia”, secondo il Pentagono. I russi non hanno ancora preso il controllo di Mariupol, pur avendola circondata. Stando a funzionari occidentali, citati dalla Bbc, Mosca ha “assolutamente perso l’iniziativa” nelle sue operazioni militari e sarebbe in procinto di ridefinire il significato stesso di “successo”. Non è ancora avvenuto l’atteso ridispiegamento di massa delle forze russe in Ucraina orientale e per questo si stima che una massiccia offensiva russa sul Donbass non avvenga prima di almeno una settimana. Alla frontiera sud degli Stati Uniti ci sono 1.700 profughi ucraini, entrati in Messico con un visto turistico e che sperano di ottenere asilo. I russi all’attacco nell’est, coprifuoco a Gostomel dove ci sarebbero 400 scomparsi.
l presidente polacco Andrzej Duda ha dichiarato alla Cnn che il dialogo con la Russia “non ha senso” e ha sostenuto l’imposizione di “condizioni molto dure” al governo russo Vladimir Putin per l’invasione dell’Ucraina invece di seguire il suo “gioco per guadagnare tempo”. Nell’intervista ha ammesso la “sorpresa”, ma ha voluto argomentare le “dichiarazioni emotive” del suo primo ministro, Mateusz Morawiecki, quando ha recentemente attaccato il presidente francese Emmanuel Macron che aveva contatti con Putin, paragonandolo a “negoziati con Hitler”. Il presidente ha spiegato che da molti anni, all’interno dell’Unione europea, si auspica il mantenimento del dialogo con il governo russo, anche dopo gli attacchi delle truppe russe al territorio della Georgia, nel 2008, e dell’Ucraina, nel 2014.
“Sono venuto a Bruxelles con tre temi nella mia agenda: armi, armi, armi. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, in un punto stampa con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Affari esteri dei Paesi dell’Alleanza. “Siamo sicuri che la migliore maniera per aiutare l’Ucraina sia dare tutto il necessario per contenere Putin e sconfiggere l’esercito russo sul territorio ucraino così che non vada oltre. Nelle settimane recenti le forze ucraine e l’intera nazione hanno dimostrato che sappiamo come combattere e vincere, ma senza il sostegno e le forniture sufficienti richieste dall’Ucraina questa vittoria sarà accompagnata da un enorme sacrificio. Più armi avremo e prima arriveranno, e più persone saranno salvate, più città e villaggi non saranno distrutti e non ci saranno più Bucha”. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, in un punto stampa con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Affari esteri dei Paesi alleati. “Questo il mio messaggio di oggi, è molto semplice. E chiedo agli alleati di mettere da parte le loro esitazioni, la loro riluttanza, a dare all’Ucraina tutto quanto di cui abbia bisogno, perché le armi servono alla pace”, ha aggiunto.
Il pescatore turco Sahin Afsut teme il peggio: colpire una mina e “scomparire sott’acqua in un batter d’occhio”. Come molti pescatori di Rumelifeneri, un villaggio adagiato sulle rocce del Bosforo nel nord di Istanbul, Afsut e la sua squadra rimangono in porto dopo la scoperta di una mina alla deriva il mese scorso nel Mar Nero. I timori sono cresciuti dopo che il 28 marzo è stata trovata una seconda mina, che potrebbe provenire dall’Ucraina, dove la Russia ha lanciato un’invasione a febbraio. Una terza mina vagante è stata trovata mercoledì nel Mar Nero al largo dell’isola di Kefken, nel nord-ovest della Turchia. “Se colpisci una mina, sei finito”, dice Afsut, indossando un berretto grigio davanti al suo piccolo peschereccio da cui pesca solitamente triglie e acciughe. Non ha visto la prima mina a due chilometri al largo, scoperta da un pescatore locale, ma molti altri hanno descritto la scena
Lascia un commento