Secondo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “La guerra di Putin va fermata. Il pericolo è reale, le bombe russe stanno esplodendo in Ucraina causando la morte di centinaia di civili. Bombe che scoppiano ai confini dell’Unione Europea. Questa invasione violenta va fermata, prima che la guerra diventi ancora più catastrofica e Putin porti avanti azioni ancora più disperate”.
Intanto ci sono strascichi della polemica sulla frase di Joe Biden che sabato aveva definito Vladimir Putin “macellaio” dicendo che “non può restare al potere”: in particolare, a considerare non adatta la definizione è stato il presidente francese Emmanuel Macron, uno dei leader occidentali che dall’inizio dell’invasione in Ucraina ha avuto più contatti con il presidente russo.
Il capo della diplomazia Usa Antony Blinken ha precisato che la fine del potere di Putin non fa parte della strategia di Washington. La Turchia insiste sulla necessità di mantenere aperti i canali di dialogo con Mosca, mentre sul terreno si registrano alcune battute di arresto dell’esercito russo, a Est e sul Mar Nero, ma combattimenti e bombardamenti continuano in molte città del Paese invaso. Polemica anche sui corridoi umanitari: la Croce rossa ha smentito di avere contribuito alle evacuazioni forzate verso la Russia.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha accusato l’Occidente di mancanza di coraggio, lanciando un nuovo appello per l’invio di caccia e carri armati che lo sostengano nella difesa contro l’invasione russa. In un messaggio video, Zelensky si è scagliato contro il “ping-pong dell’Occidente su chi e come dovrebbe consegnare i jet” e altre armi mentre gli attacchi missilistici russi uccidono e intrappolano i civili. “Oggi ho parlato con i difensori del Mariupol. Sono in costante contatto con loro. La loro determinazione, eroismo e fermezza sono sorprendenti”, ha detto Zelensky, “se solo coloro che hanno pensato per 31 giorni a come consegnare dozzine di jet e carri armati avessero l’uno per cento del loro coraggio”
Il nuovo round di colloqui fra Russia e Ucraina si terrà il 29 e 30 marzo. Lo ha dichiarato su Telegram il capo della delegazione di Mosca per i colloqui fra le due parti, Vladimir Medinsky. “Oggi, si è tenuto un altro dound di negoziati con l’Ucraina in video-conferenza. come risultato, è stato deciso di incontrarci di formato “face to face” il 29 e 30 marzo”.
Lascia un commento