Ha dichiarato Renzo Arbore: In verità non me l’aspettavo proprio di ricevere questa prestigiosissima onorificenza. Quando mi hanno telefonato dicendomi: «Il Presidente della Repubblica Mattarella avrebbe piacere che lei venisse al Quirinale per nominarla Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana», sono rimasto frastornato. Per un attimo ho pensato che si trattasse di uno scherzo. Mi vogliono far creder di farmi diventare… cavaliere, in questo momento in cui si parla molto di altri cavalieri…. Quando ho capito che invece si trattava di una cosa veramente seria e importante ho subito ringraziato ma, ancora non credendo alle mie orecchie; ho anche voluto evitare qualsiasi equivoco dicendo: «Ma io ho già ricevuto dal Presidente Scalfaro il titolo di Grand’Ufficiale, non è che vi siete sbagliati?». Mi hanno risposto: «Guardi prima lei è stato nominato colonnello, ora diventerà generale». E mi hanno spiegato che questo titolo di cavaliere di Gran Croce non ha nulla a che vedere con il titolo di Cavaliere del Lavoro, che viene assegnato per meriti diversi in altri settori. Quando sono entrato nelle stanze del Presidente Mattarella pensavo che si trattasse di una cerimonia collettiva, mi chiedevo a chi altro avessero assegnato questa onorificenza così ambita e prestigiosa: eravamo da soli!

Una cerimonia tutta per me. Il Presidente mi è venuto incontro, subito affabile e simpatico, con lui soltanto il suo Consigliere Grasso e accanto a me mio cognato Adriano Fabi, il marito di mia sorella Sabina, che mi accompagna dovunque e che è anche il mio fidatissimo manager. Il Presidente vedendo la mia evidente emozione mi ha messo subito a mio agio dicendomi: «Ma, caro Arbore, lei si ricorderà certamente di un suo grande concerto a Palermo con l’Orchestra Italiana? Io c’ero, ero tra il pubblico a godermi le sue canzoni e ad applaudirla. Ecco, se si sta chiedendo quali sono i motivi di questa onorificenza, potremmo cominciare da qui, lei ha portato in giro per il mondo l’immagine di quella Italia che ci rappresenta veramente, che ci fa piacere far conoscere a tutti. L’Italia brillante, sana, vivace, che rappresenta il meglio che ci piace far conoscere del nostro Paese. I tanti concerti che lei ha fatto in giro per il mondo con l’Orchestra Italiana hanno suscitato una simpatia e un amore importantissimi per l’Italia». E «non è solo per questo che abbiamo pensato di gratificarla — ha proseguito — per la sua capacità di scoprire, valorizzare e sostenere il talento, per il grande impegno sociale come testimonial dal 1989 della Lega del Filo d’Oro, per l’impegno verso chi ha tanto bisogno di attenzione e mezzi economici per cure sempre più all’avanguardia. Sono felice di averle potuto consegnare personalmente questa onorificenza che rappresenta un ringraziamento della Repubblica per quello che ha fatto».
E proprio pensando a queste bellissime parole di Mattarella ho deciso di dedicare questa prestigiosissima onorificenza proprio all’Orchestra Italiana e a tutti i suoi eccezionali componenti che lo scorso anno ha festeggiato ben 30 anni dalla sua formazione, divenendo senza dubbio la più longeva orchestra di musica italiana, soprattutto napoletana, ovviamente, nel mondo; più di 1500 concerti in Italia e all’estero. Oltre a ringraziare tutti i musicisti, voglio dedicare anche a mio cognato Adriano Fabi questo importantissimo riconoscimento. Il Presidente mi ha detto infine che era molto felice per questo incontro e che era uno degli ultimi incontri che ci teneva a fare prima di lasciare il mandato. Nel lungo incontro mi sono felicemente meravigliato nello scoprire che conoscesse bene tutti i miei programmi, rivelandomi di essere un grande estimatore del tipo di spirito ed ironia con cui, mi ha detto, ho stimolato un approccio diverso, avvicinando alla radio e alla tv un pubblico più impegnato e partecipe.
Grazie di esistere Renzo!
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