Gaudemus. Questa notte, in Australia, con l’espulsione di Novax Djokovic dal paese e, di conseguenza, con la sua esclusione dagli Australian Open di tennis, è andata in scena la sacrosanta negazione di un ridicolo, ingiusto diritto del più forte ai danni della comunità mondiale. Siamo addirittura sorpresi, se non scandalizzati, che la vicenda abbia dovuto richiedere le sentenze di vari tribunali, con un ridicolo balletto di sì e di no, prima di finire come sarebbe dovuta finire fin dall’inizio, con un inappellabile rimbalzo del suo visto, in quanto potenziale appestato e in quanto irriducibile no-vax. Intendiamoci, il serbo, grandissimo tennista e altrettanto immenso paraculo, si è guardato bene in questi due anni dallo schierarsi apertamente con i milioni di negazionisti che appestano il mondo (e quasi sempre finiscono ad occupare i posti letto degli ospedali, costandoci ognuno decine migliaia di euro al giorno e magari impedendo a qualche povero disgraziato vaccinato di essere curato al posto loro e prima di loro). Insomma, Djokovic semplicemente non si è mai vaccinato, e nonostante ciò ha preteso di andarsene dove meglio gli pareva, sventolando il vessillo del Marchese del Grillo (il famigerato “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”). Stavolta gli andata male, e lode al governo australiano che fin dall’inizio ha fatto muro con durezza (e permetteteci di dubitare che, fosse tutto questo accaduto nel nostro paese, la vicenda si sarebbe conclusa altrettanto bene…). Le chiacchiere stanno a zero: qui c’è un’umanità che combatte vaccinandosi per cercare di tornare alla normalità, e in molti paesi vorrebbe tanto farlo ma non ha vaccini a sufficienza. Poi ci sono i maledetti appestati che non si vaccinano, vanno in giro con false certificazioni, infettano allegramente il resto dell’umanità e pretendono di fare e andare come e dove pare loro. La vicenda Djokovic è il perfetto paradigma del rifiuto dei “giusti” a lasciarli fare, a lasciarli vincere. Per questo la vicenda Australia vs. Djokovic è molto, molto di più di una semplice querelle sportiva.
Gli Spietati
Lascia un commento