Perché una donna al Quirinale fa paura?

La partita per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica sta per iniziare sul serio. I giochi e i giochetti intorno ai nomi sono invece iniziati da un po’. Non appena è diventato chiaro e definitivo che Mattarella non avrebbe mai accettato di prolungare il suo settennato fino al termine della legislatura, Berlusconi ha cominciato a inondare i media di parole di buon senso, dichiarazioni rassicuranti sui vaccini, sui poveri, sulla governabilità del paese, cercando di proporsi ai suoi alleati e al resto del paese come il nuovo, rassicurante nonno d’Italia. A quel punto, a rabbrividire non sono stati solo quei milioni di italiani che ben si ricordano chi è davvero stato Berlusconi nei vent’anni in cui è stato al potere, (e che più che uomo del Colle lo vedono giustamente come l’uomo del Collant) ma alche molti esponenti della sua destra, i quali temono che cavalcare quel cavallo li porterebbe a essere disarcionati e a rompersi le gambe. Uguale, Berlusconi con ogni probabilità fuori dai giochi. Dando per scontato che in troppi pretendono che Draghi resti dov’è e che rinunci per ora a quel sogno che sicuramente lo tenta, i suddetti giochi diventano più difficili del previsto, e rischiano di arenarsi nel più vizioso dei veti incrociati.

Eppure una soluzione ci sarebbe. Eleggere finalmente una donna al Colle. Abbiamo già perso altre volte quest’occasione (la più significativa delle quali, anni fa, è stata la mancata elezione di Tina Anselmi) ma oggi sarebbe più che mai la soluzione ideale per uscire dall’impasse che inevitabilmente si creerebbe (si creerà) al momento delle votazioni. Una donna. Tre nomi circolano già, quelli della Moratti, della Severino, della Belloni. Potremmo aggiungere quello della Bonino. Ma qualunque sia il nome, (e di nomi possibili ce ne sono) il punto è che i politici italiani fanno fatica anche solo a concepire l’idea di una donna al Quirinale. Perché, ci chiediamo? Quale assurda resistenza porta i nostri politici, come al solito lustri indietro rispetto alla società civile che indegnamente rappresentano, a non prendere in considerazione quest’ipotesi? Come direbbe l’immarcescibile Marzullo, fatevi la domanda e datevi la risposta.

Gli Spietati

Lascia un commento