Solo una piccola considerazione a margine.
Ci è capitato di seguire ieri sera una puntata di quel baraccone autoreferenziale che è il Grande Fratello Vip (lo chiamano così, nonostante i partecipanti, esclusi due o tre autentici “Vip”, per la maggior parte siano sconosciuti alla gente normale e siano perlopiù gente seduta per anni sulle sedie di Maria De Filippi a rifiutare corteggiatori o corteggiatrici, oppure dedita a praticare l’assolutamente aleatoria professione di “influencer”). Comunque. Seguendo la puntata, abbiamo annotato una ventina di autodefinizioni di “artista”, “siamo artisti che…”, “quando abbiamo fatto arte tre puntate fa…” “la nostra amicizia artistica” “caro mio, sei un vero artista!” e via cianciando. Tutto questo veniva detto, badate bene, senza alcuna ironia e in totale convinzione, ed era riferito, tanto per dire, a un concorrente birraio che si sdraia a terra e imita un’iguana, a un attore di soap, a una rappresentazione della Turandot in cui i soggetti in causa fingevano di cantare in playback assumendo pose grottesche, e così via. Ora, questa criminale estensione del termine “artista” riferito a gente che con l’arte non ha davvero niente a che fare non è certo prerogativa del GF: ormai è uso comune definire “artisti” cantanti di canzonette pop, attori comici, e via dicendo. Loro stessi si definiscono tali, davanti a noi e tra loro: “Noi artisti”, dicono blaterando. Ne deduciamo che Van Gogh e Soleil sono entrambi artisti; che Chaplin e Alex Belli sono compagni d’arte; che Brignano e Leonardo sono nella stessa categoria…
Signore e signori dell’intrattenimento, vi supplichiamo dal più profondo del cuore! Esistono tanti altri termini più consoni per definirvi, termini come “interpreti”, “creativi”, “gente di spettacolo”, ecc… Non pensate anche voi che dire “Noi gente di spettacolo…” o “noi creativi”, oltre che più consono ed elegante, sia più rispettoso nei confronti di donne e uomini che nei secoli, per esprimere la loro arte, hanno spesso dato tutto ciò che avevano in termini umani e mentali?
L’arte, per fortuna, è immortale. Lo spettacolo, per fortuna, smette di essere non appena spegniamo il televisore.
Gli Spietati
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